Padova, 19 febbraio 2025 –Medici con l’Africa Cuamm ottiene la certificazione UNI PDR 125:2022, “Parità di genere”, per un sistema di gestione appropriato ed efficace. Un importante riconoscimento che deriva dalla “garanzia di parità di genere nelle attività di supporto all’istruzione e alla formazione, in particolare di studenti universitari, e nelle attività di tutela della salute delle popolazioni africane”.
Frutto di un impegno scrupoloso e approfondito, portato avanti da un gruppo di lavoro dello staff Cuamm in collaborazione con i consulenti di Nexum Stp, il percorso di certificazione si è focalizzato sia sul lavoro in Italia, nella sede e nel collegio universitario, sia sul campo, nei nove paesi di intervento. Un traguardo che conferma le scelte profonde di una Organizzazione che da 75 anni mette al centro la salute dei più fragili, ma che vuole essere anche una direzione da continuare a seguire, oltre che una sfida futura per abbattere sempre più le barriere di genere e promuovere processi inclusivi e paritari.
L’impegno di Medici con l’Africa Cuammper la parità di genere e il rispetto di ogni diversità si concretizza innanzitutto nel lavoro sul campo e in interventi che mettono al centro temi rilevanti quali la salute femminile, la violenza di genere, la maternità. Si realizzano, infatti, interventi finalizzati a tutelare la salute delle donne, a promuovere le pari opportunità, a valorizzare le specificità di ciascuno, sia con attività di comunicazione e sia con il coinvolgimento di diversi stakeholders.
È, inoltre, prassi consolidata, all’interno dei progetti del Cuamm, realizzare eventi in partenariato con altri soggetti sui temi quali la violenza di genere, la maternità, l’accesso alle cure e alla salute in particolare femminile.
«Questo certificato non è un traguardo burocratico, ma è frutto di un percorso maturato nel tempo, di una profonda consapevolezza nata dall’esperienza quotidiana, sia in Italia che in Africa, e dalla ferma convinzione che il rispetto della specificità di ciascuna persona è condizione indispensabile per una convivenza pacifica, libera e accogliente – afferma Andrea Borgato, vicedirettore di Medici con l’Africa Cuamm –. Come Cuamm siamo molto soddisfatti e grati per questo riconoscimento e ringraziamo quanti si sono adoperati per il suo raggiungimento, a cominciare da Nexum, che ci ha affiancato in questo percorso».
La certificazione per la parità di genere UNI PDR125:2022 è la prassi che definisce i temi da trattare per supportare l’empowerment femminile all’interno dei percorsi di crescita aziendale ed evitare stereotipi e discriminazioni, ri-orientando la cultura aziendale in modo che possa essere sempre più inclusiva e rispettosa delle competenze femminili.
Al 191° posto su 193 paesi secondo l’Indice di Sviluppo Umano, la Repubblica Centrafricana è uno dei paesi più poveri al mondo, dove le condizioni di salute della popolazione sono molto precarie e le risposte insufficienti. Medici con l’Africa Cuamm ha avviato il suo intervenire nel 2018, con il supporto al Complesso Pediatrico di Bangui, la capitale, unico ospedale pediatrico di un paese che conta oltre 5 milioni e mezzo di abitanti, per poi estenderlo anche ad alcune zone rurali.
In particolare, l’ultima grande sfida riguarda un’area a 300 km dalla capitale, raggiungibile con 6 ore di auto, che diventano 8 nella stagione della piogge: Bossangoa. Si tratta dell’ultimo miglio di un paese che vive in condizioni di grande instabilità tra contrasti e violenze armate e in cui gran parte della popolazione soffre di povertà estrema.
L’ospedale di Bossangoa conta 130 posti letto per un bacino di utenza di 180.000 persone. Medici con l’Africa Cuamm si è impegnato a ristrutturare ed equipaggiare la Maternità che nel 2023 ha garantito 1.100 parti, di cui 80 cesarei. Sono sempre le mamme e i bambini, con il programma “Prima le mamme e bambini” sostenuto da diverse Fondazioni bancarie, il cuore e il centro dell’intervento del Cuamm in tutti e 9 i paesi in cui opera.
Ed è proprio la Maternità di Bossangoa, in particolare l’equipaggiamento del reparto, che la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha deciso di sostenere, per il 2025, forte di un rapporto di fiducia consolidato e duraturo. Sono ormai più di 20 anni, infatti, che la Fondazione, attraverso il Gruppo Medici con l’Africa Cuamm Piemonte, sostiene il lavoro del Cuamm, con progetti che hanno riguardato diversi paesi, dall’Angola al Sud Sudan, dalla Sierra Leone all’Uganda.
«A Bossangoa manca tutto, la gente fa fatica a fare un pasto al giorno – dice don Dante Carraro, direttore del Cuamm –. Da quando abbiamo iniziato a garantire il trasporto gratuito in ospedale, per le donne che devono partorire, il numero dei parti presi in carico dalla maternità di Bossangoa è triplicato. Per questo abbiamo deciso di rafforzare il nostro intervento, anche con attività sul territorio e con la costruzione di una scuola per Ostetriche e infermieri, che ad ora manca. Possiamo farlo, solo perché ci sono realtà come la Fondazione CR Biella, che ringrazio infinitamente, che sono diventati dei veri e propri compagni di viaggio, che ci sostengono e appoggiano il nostro prenderci cura dei più poveri».
«E’ straordinario vedere come un contributo mirato, se inserito nella giusta rete, possa generare effetti positivi molto più ampi: è in virtù della fiducia nelle capacità di Medici con l’Africa Cuamm, realtà nella quale prestava la propria opera anche la pediatra biellese Maria Bonino che ha sacrificato al propria vita per questa missione, che la Fondazione ha deciso di stanziare 25 mila euro a favore del reparto maternità dell’ospedale di Bossangoa. – commenta il Presidente Michele Colombo – Un intervento in tecnologie e farmaci che, unito al trasporto delle partorienti, sarà importante nel garantire sicurezza a mamme e nascituri in una regione particolarmente complessa. Un ringraziamento speciale in questa sede va poi fatto ai medici e volontari biellesi che operano con il Cuamm la cui azione è sostenuta anche da altre Fondazioni di origine bancaria nell’ambito delle loro strategie di intervento erogativo».
Si è tenuto oggi, 22 novembre 2025 a Padova, con la speciale partecipazione del Presidente della Repubblica e una straordinaria presenza di pubblico, con in sala 4.000 persone, l’Annual Meeting di Medici con l’Africa Cuamm. Un appuntamento per ricordare i 75 anni di impegno per la salute dei più fragili e per mettere al centro l’Africa e il suo futuro.
All’evento erano presenti numerosi ospiti istituzionali, tra cui il Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il Presidente della Regione VenetoLuca Zaia, Romano Prodi e Paolo Gentiloni.
Ad aprire l’evento, condotto da Giorgia Cardinaletti, giornalista Tg1, Daniele Silvestri che ha interpretato la canzone “A bocca chiusa”, come colonna sonora di un’avventura, quella del Cuamm, che prosegue grazie all’impegno di tanti medici e non che continuano a partire da 75 anni.
Giorgia Cardinaletti: giornalista Tg1
Ad portare il saluto della città di Padova, in apertura, il sindaco Sergio Giordani: «Celebriamo oggi un anniversario speciale: 75 anni di attività sono un traguardo importante, ma anche il simbolo della missione di giustizia e di pace che Medici con l’Africa Cuamm porta avanti in Africa. C’è chi sostiene che destinare risorse ai Paesi più poveri sia uno spreco; il Cuamm, invece, ci mostra un’altra strada: non lavorare per le popolazioni più bisognose, ma lavorare insieme a loro».
Sergio Giordani: Sindaco di Padova
E il presidente del Cuamm, il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla ha aggiunto: «Il Cuamm è una responsabilità bella che lavora con impegno quotidiano perché l’Africa possa crescere. Quest’anno sono stato in Etiopia e ho incontrato molti operatori e medici cresciuti con il Cuamm: erano tutti etiopi, affiancati da qualche giovane medico proveniente dall’Italia. C’è bisogno di giustizia nel mondo; c’è bisogno di una famiglia umana intera che viva nell’uguaglianza».
Mons. Claudio Cipolla: vescovo di Padova
Accorato ed emozionante l’intervento di Mario Calabresi, giornalista e scrittore amico: «Il Cuamm, da 75 anni, coltiva valori che altrove sembrano passati di moda. In un tempo dominato dalla velocità e dall’urgenza, voi scegliete la pazienza; scegliete di non stancarvi di guardare, di ascoltare, di esserci. Da 75 anni vi guida l’idea che le cose debbano crescere, con quel senso del tempo contadino, che rispetta le stagioni, necessario perché i progetti diventino forti, radicati e capaci di camminare da soli. Ogni volta che incontro il Cuamm mi mettete di fronte alla fatica — ma anche alla responsabilità — di parlare degli ultimi, di non lasciare che l’indifferenza vinca, di ricordare i bisogni e le opportunità dell’Africa più che le urgenze. È “uno slancio del cuore” quello che porta tanti giovani medici a bussare alla vostra porta».
Mario Calabresi: giornalista e scrittore
«Parlare delle motivazioni del Cuamm significa raccontare la storia di donne e uomini che hanno deciso di mettersi al fianco dell’Africa. Settant’anni fa la motivazione era radicale: partire e curare gli ammalati dove non c’era nulla – ha aggiunto Giovanni Putoto responsabile della Programmazione e ricerca operativa -. Oggi riconosciamo il valore dei professionisti e delle strutture africane, cresciute e rafforzate in questi decenni. Domani le motivazioni saranno ancora più legate al mondo interconnesso in cui viviamo: cambiamenti climatici, conflitti, epidemie e disuguaglianze ci ricordano che nessuno può esistere da solo».
Giovanni Putoto: medico Cuamm
E la Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ricordando la collaborazione tra il Cuamm, il Ministero e l’Università di Padova ha sottolineato: «Investire in Africa è importante perché significa investire nella vita di tutti noi. In Mozambico, Sud Sudan ed Etiopia, con il Cuamm, stiamo realizzando progetti concreti, ma ci sono ancora tante altre sfide su cui lavorare. Noi siamo con l’Africa per crescere insieme».
Anna Maria Bernini: Ministro dell’Università e della Ricerca
Collaborazione che apre anche a nuove sfide, come quella in Costa d’Avorio sostenuta dal Piano Mattei, come ha detto Stefano Gatti, direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo: «Con il Piano Mattei stiamo sviluppando la cooperazione con l’Africa. La sanità è uno dei pilastri fondamentali: con il Cuamm, in Costa d’Avorio, stiamo oggi lavorando su progetti per oltre 2 milioni di euro, con l’obiettivo prioritario di ridurre la mortalità infantile. Lo splendido team del CUAMM porta avanti questi progetti, e noi creiamo le condizioni necessarie per favorire la cooperazione e renderla efficace».
Stefano Gatti: Direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo, MAECI
A portare la voce delle Fondazioni bancarie che sostengono il Cuamm nel suo impegno, è stato Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo che dal palco della fiera di Padova ha detto: «La nostra Fondazione è da tempo vicina al Cuamm. Per l’efficienza e la scrupolosità dimostrate nel corso della collaborazione, abbiamo accolto l’appello di Don Dante sugli effetti della chiusura improvvisa di Usaid, raccogliendo 1,5 milioni di euro per mitigare i danni. Questo rappresenta un segno di fiducia rinnovata nel Cuamm, che opera con competenza e passione».
Gilberto Muraro: Presidente Fondazione Cariparo
La rete Cuamm è fitta e ricca di tante anime. Tra queste, la rete di specializzandi e specializzande che insieme al Cuamm vivono un’esperienza di servizio sul campo. A portare la loro voce, Carolina Teston, medica specializzanda in ginecologia. «L’esperienza come specializzanda in Sierra Leone mi ha lasciato tantissimo e mi ha riempito di riconoscenza. È stato un vero privilegio, che mi ha permesso di crescere sia professionalmente che personalmente».
Carolina Teston: medica specializzanda
Sul palco poi, Alberto Mantovani, presidente Fondazione Humanitas per la Ricerca: «Sostenere i medici e gli operatori sanitari sul campo significa sostenere la cura, ma anche la ricerca scientifica. Il Cuamm fa ricerca di alto livello, riconosciuto anche con il premio dall’Accademia dei Lincei. È una ricerca con l’occhio sempre rivolto al campo: una ricerca fatta con passione, con la voglia di misurare e di essere misurati».
E insieme la rettrice dell’Università degli Studi di Padova, Daniela Mapelli, ha aggiunto: «I nostri specializzandi vanno lì per imparare e acquisire nuove competenze. Operare in Paesi poveri non significa fare “medicina povera”: al contrario, i nostri giovani tornano arricchiti, sia nelle pratiche cliniche sia nella capacità di lavorare in équipe, di gestire le emergenze e di prestare attenzione all’ascolto del paziente».
Alberto Mantovani: Presidente Fondazione Humanitas per la ricerca – Daniela Mapelli: Rettrice Università degli Studi di Padova
Il cantautore, Daniele Silvestri ha raccontato il suo recente viaggio negli insediamenti informali della Puglia, dove il Gruppo Cuamm Bari porta assistenza: «Il Ghetto di Casa Sankara nel foggiano è veramente un pezzo d’Africa, frequentato da persone che, pur essendo teoricamente stagionali, finiscono per fermarsi anni. Questi mondi e queste realtà sono pieni di meraviglia: non si dovrebbe parlare solo dei disagi e di ciò che manca, ma anche della vita che vi si costruisce e dei pezzi di cultura che si creano. Il Cuamm riesce a interpretare la propria missione con semplicità, riconoscendo che c’è un pezzo d’Africa anche qui, e che il lavoro che fa in Africa si può fare anche in Italia».
Daniele Silvestri: cantautore
Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, ha ricordato con grande emozione e intensità don Luigi Mazzucato, storico direttore del Cuamm: «Era un uomo dal carisma dimesso ma irresistibile. Un piccolo prete che mi ha fatto innamorare dell’Africa. Chissà cosa direbbe di questo mondo che va alla deriva. L’Africa, un tempo vista come la cattiva coscienza dell’Europa coloniale, oggi viene ignorata».
Paolo Rumiz: giornalista e scrittore
«L’incontro con il Cuamm è stato uno dei più importanti della mia vita. Quest’estate sono ritornato in Africa con il Cuamm, in Repubblica Centrafricana. C’è stato un momento che non dimenticherò: in un incrocio tra due strade di terra, nel buio totale, Enzo Pisani mi ha chiesto: “Tu qui, che ci sei venuto a fare?”. E io ho risposto: “Perché mi tocca”. Ripensando a quella risposta, ho capito che racchiudeva tutte le motivazioni che tutti provano: mi tocca nel profondo, come fosse una chiamata, una mano sulla spalla. Ma c’è anche qualcosa che ha a che fare con un destino inevitabile e difficile, legato al senso di colpa del bianco occidentale privilegiato. Tutte queste ragioni contengono un grande amore e una gioia profonda. Grazie al Cuamm, ho conosciuto la parte migliore del nostro Paese», ha detto il cantautore, Niccolò Fabi, amico di lunga data del Cuamm.
Niccolò Fabi: cantautore
A portare la voce dell’Africa, Lelisa Amanuel Jira, del Ministero della Salute dell’Etiopia: «Abbiamo chiesto aiuto al Cuamm per l’ospedale di Nekemte per una situazione di emergenza. Si trova in Etiopia occidentale, nella regione di Oromia, a circa 300 km da Addis Abeba. L’ospedale fu costruito nel 1932 e oggi serve un milione e mezzo di cittadini africani. Aiutare questo centro significa sostenere la salute e il benessere delle persone, garantire sicurezza alla parte occidentale dell’Etiopia e contribuire al benessere dell’intero Paese».
Lelisa Amanuel Jira: Ministero della Salute dell’Etiopia
Don Dante Carraro, direttore del Cuamm, ha spiegato: «Lo scorso anno, all’Annual meeting di Torino, abbiamo lanciato una grande sfida: costruire una Scuola per infermieri e ostetriche a Bossangoa, un’area rurale della Repubblica Centrafricana, a 80 km dalla capitale. Pochi giorni fa, ero lì e l’abbiamo inaugurata, insieme alle autorità locali. È stata una grande festa, un bel traguardo. La prossima settimana i primi 30 studenti centrafricani inizieranno le lezioni, è l’inizio di un nuovo futuro per ciascuno di loro . Ma l’Africa è grande e i bisogni che ci interpellano sono tanti. La sfida che accogliamo e rilanciamo per il 2026 si chiama Nekemte, in Etiopia. Un’area che ha accolto quasi 150.000 sfollati. Un sistema sanitario al collasso, un ospedale che straripa di pazienti, una struttura fatiscente. È qui che vogliamo dare una mano e fare la nostra parte. Ed è questo l’impegno che presentiamo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e all’Italia intera. È il nostro modo concreto di dare forma a quel “continente verticale” che il Presidente, in tante occasioni, ci ha invitato a immaginare e sognare. Grazie a chi vorrà essere con noi!»
Don Dante Carraro: direttore di Medici con l’Africa Cuamm
A chiudere l’intensa mattinata, le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:
«Un saluto di grande cordialità alle rappresentanze istituzionali presenti. Un saluto alle presenze dall’Etiopia e dal Mozambico, e a tutti coloro che sono qui. Siamo qui per festeggiare i 75 anni di Cuamm: una ricorrenza felice non solo per il valore di questa impresa, ma anche per Padova e per tutti coloro che hanno ricevuto le vostre cure e sono stati formati nelle vostre scuole. 75 anni di crescita in comunità in territori svantaggiati dell’Africa sono un valore per tutta l’Italia, di cui siete straordinari ambasciatori. Ha un grande significato ciò che il Cuamm esprime per contrastare guerre e conflitti, alimentati dalla paura. La vostra opera lancia un messaggio di esortazione e provocazione, perché tutti sono chiamati a costruire pace, amicizia, collaborazione. 75 anni fa è iniziata la storia del Cuamm con i fondatori, Francesco Canova e il vescovo Girolamo Bortignon. I Paesi dell’Africa sub-Sahariana erano ancora sotto dominio coloniale e in Italia non esisteva un quadro normativo per la cooperazione. Cuamm si è fatto pioniere in questo: la sfida era alta e il progetto ambizioso, ma l’energia e la tenacia di don Luigi Mazzucato hanno reso possibile il sogno dei promotori, e a 10 anni dalla morte lo ricordiamo con affetto crescente. Lui soleva dire che amicizia e senso di comunità tengono acceso il motore del Cuamm, un motore che ha consentito di attraversare decenni di cambiamenti. Ogni passo avanti è stato anticipato e intravisto dalla generosità dei medici, sostenitori e operatori Cuamm. Oggi più che mai il futuro dei due continenti e dei popoli è sempre di più interconnesso e il Piano Mattei è un un passo verso questa cooperazione. La solidarietà è antidoto all’indifferenza, e Cuamm è stata la prima Ong italiana riconosciuta in campo sanitario. Quella legge fu firmata da Aldo Moro, che da giovane diceva che era importante “avere fame e sete di giustizia”. Questo insegnano le donne e uomini del Cuamm, di far crescere la consapevolezza della dignità inviolabile e del rispetto di ogni persona». Leggi qui il discorso integrale.
L’Annual Meeting sarà trasmesso questa sera, in seconda serata (ore22.55), su TV2000, canale 28.
L’ANNUAL MEETING gode del patrocinio di: Regione del Veneto, Comune di Padova, Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica.
Media Partner: Rai Radio 2, Tv2000, Radio In Blu, Gruppo 24 Ore, Avvenire, Corriere Buone Notizie, Corriere del Veneto, Mattino di Padova, Nuova Venezia, Tribuna di Treviso, Corriere delle Alpi, Radio Vaticana, Vatican News, L’Osservatore romano, La Difesa del Popolo, Africa Rivista.
In collaborazione con: Caffè Diemme, Coldiretti, Trenitalia, Pasticceria Loison, Grafiche Pizzinato, Henoto, Target 2, Back Space, Padova Hall. Con il supporto di: Fondazione Cariparo, Eni, Intesa San Paolo, poste Italiane, FemoGas, Alì, Camera di Commercio, Padova Looking e Venicepromex, Banca Etica.
Sponsor tecnici: Cuamm è membro di Link 2007.
PRIMA LE MAMME E I BAMBINI è un programma in collaborazione con Fondazione Cariparo, Fondazione Cariverona, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di risparmio di Lucca. Grazie a: Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione CR Firenze, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Fondazione Friuli, Fondazione di Sardegna, Fondazione con il Sud, Fondazione Crt.
Oltre 1.800 persone si sono riunite da tutta Italia, accolte nella splendida cornice dell’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto a Torino, per l’Annual Meeting di Medici con l’Africa Cuamm. “La salute al centro. Per il futuro di tutti” questo il tema di questo appuntamento giunto ormai alla sua 14° edizione.
Neri Marcorè: Autore e attore
Dopo l’intenso monologo di Neri Marcorè, che ha interpretato “La Paura” di Giorgio Gaber, il pubblico in sala è stato accompagnato, dalla gentile conduzione di Paola Saluzzi, in viaggio, dal ritmo coinvolgente, tra testimonianze video dall’Africa e voci sul palco, in un crescendo di emozioni e racconti dal campo.
Paola Saluzzi: conduttrice Annual Meeting ‘24 e Giornalista Tv2000
Alberto Cirio: Presidente della Regione Piemonte
Alberto Cirio, Presidente della Regione del Piemonte: «”Grazie” è la prima parola che vorrei dire. A don Dante Carraro e a tutti, per aver scelto Torino e il Piemonte, terra di cultura e valori ancorati alla solidarietà e la vostra presenza è significativa. Grazie perché ci aiutate a essere una regione completa: ora ci sono le finali dell’ATP Tennis, ma non si può pensare al successo senza pensare a chi il successo non lo può celebrare: non c’è crescita finché non c’è crescita di valori e di doveri verso tutti».
Michela Favaro: vicesindaca di Torino
Michela Favaro, Vice-sindaca di Torino: «Porto i saluti della città e del sindaco, una città che ha lunga tradizione della solidarietà e continua con una forte vocazione internazionale, e siamo felici che tanti medici e operatori e operatrici sanitarie si prestino al servizio con questo ponte di speranza verso il mondo».
Alberto Mantovani: Direttore Scientifico Humanitas e Accademia dei Lince (a sinistra) Guido Forni: immunologo e Accademico dei Lincei
Aberto Mantovani, Direttore Scientifico Humanitas: «Essere a servizio di questa causa vuol dire “con”. Abbiamo percepito la partecipazione ed entusiasmo per questo premio, perché è un triangolo virtuoso che ci dà speranza: assistenza, ultimo miglio, bambini e mamme, “con” che vuol dire formazione per i giovani, ma anche ricerca. Diamo qualcosa, ma torniamo con la speranza».
Guido Forni, Immunologo, Accademia dei Lincei: «Spinti da Alberto Mantovani, un gruppo di immunologi si è messo a scrivere un libro per dimostrare l’importanza dei vaccini. I proventi del libro vanno al Cuamm».
Antonio Tajani: Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale
Antonio Tajani, Vice presidente del Consiglio e Ministro degli esteri e della Cooperazione Internazionale: «Bisogna guardare all’Africa con le lenti africane, c’è da valorizzare un continente ricco, non neo-colonizzarlo, dando risposte. Noi italiani, proprio perché siamo disponibili e flessibili, siamo quelli che più di ogni altro può far sì che l’intero occidente possa fare di più in un rapporto paritario di amicizia. Grazie a tutti voi perché la vostra organizzazione è per la Cooperazione Italiana un punto di riferimento operativo. Dobbiamo fare di più perché i bambini non muoiano entro i due anni o le mamme non perdano la vita a causa del parto. Da qui nasce il piano Mattei, per il quale mi sono battuto, un piano “win-win”, utile per entrambi, con una strategia per rafforzare l’amicizia e investire nel continente. La salute, ma anche il cambiamento climatico, guerre civili, terrorismo: tanti sono i problemi che noi abbiamo il dovere di contribuire a risolvere. E grazie al Cuamm perché voi siete grandi attuatori della filosofia del Piano Mattei in Africa».
Alberto Anfossi: Segretario generale Fondazione Compagnia di San Paolo (al centro) Don Gabriele Pipinato: Responsabile del Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli della CEI da settembre 2023 (a sinistra)
Alberto Anfossi, Segretario Generale Fondazione Compagnia di San Paolo: «Le fondazioni bancarie italiane lavorano localmente, ma tutte sentiamo la necessità di fare qualcosa a livello nazionale e la cooperazione ci porta a selezionare progetti e partner che possano fare la differenza».
Don Gabriele Pipinato, Responsabile del Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, Cei, citando i tantissimi progetti che vengono sostenuti attraverso i fondi dell’8×1000 ha detto: «Sabato scorso ho festeggiato un progetto di 25 anni, iniziato con il Cuamm che ancora oggi continua; di recente sono stato a Wolisso, dove davvero il Cuamm sta facendo un grande lavoro, come una sorta di volano che genera nuova energia».
Fabio Manenti: Responsabile Progetti Cuamm (a sinistra) Chiara Maretti: Rappresentante Paese Cuamm in Sud Sudan
Il Meeting, come ogni anno, è l’occasione per presentare i dati del grande programma “Prima le mamme e i bambini”, spiegati da Fabio Manenti, responsabile del Settore Progetti. 101.132 i parti assistiti realizzati nel terzo anno, in 8 paesi dell’Africa a sud del Sahara, dove il Cuamm interviene; 817.916 le visite prenatali; 3.804 i bambini malnutriti trattati, e 340 i manager sanitari locali formati.
Chiara Maretti: Rappresentante Paese Cuamm in Sud Sudan
Porta la testimonianza dal campo, Chiara Maretti, ostetrica e Rappresentante Paese in Sud Sudan: «Il Sud Sudan è uno dei paesi più poveri in cui però si vede moltissima resilienza. Una parola abusata, ma se c’è una popolazione che merita questo aggettivo è proprio il Sud Sudan che dal 2011 in avanti, dall’indipendenza, non ha trovato pace, registrando tassi di mortalità materna altissimi. Noi, come Cuamm, supportiamo delle scuole di ostetricia e vedere ogni giorno queste giovani, future colleghe, venire a scuola ed essere pronte ad aiutare il loro paese, mi fa sentire felice in tutto questo, nonostante le difficoltà quotidiane».
Daguma Dereje, Viceministro della Salute, dell’Etiopia: «Il Governo etiope collabora da tanti anni con il Cuamm, si tratta di una vera partnership. Oggi il sistema sanitario etiope presenta 3 sfide principali: la mortalità materno-infantile, acuita da condizioni di povertà e mancanza di macchinari e farmaci, le malattie contagiose e di altro tipo come il cancro, e poi la terza sfida la malaria, il colera e altre».
Getachew Reda: Presidente della Regione del Tigray, Etiopia (al centro) Daguma Dereje: Ministro di Stato per la Programmazione dei Servizi Sanitari, Etiopia (a destra)
Getachew Reda, presidente della regione Tigray in Etiopia: «Gli ultimi tre anni di guerra hanno distrutto le infrastrutture e molto altro è stato spazzato via. Non dobbiamo solo riparare gli ospedali, ma ricostruire l’intero sistema. Abbiamo spento i fucili, ma ci sono migliaia di persone che vivono in condizioni di estrema fragilità, senza servizi di alcun genere. E il Cuamm ci aiuta in questo. Ora su tutto, la cosa più importante è la pace».
Agostino Palese: Ambasciatore d’Italia in Etiopia
Agostino Palese, ambasciatore d’Italia in Etiopia: «Abbiamo investito nell’impossibile, in questo ultimo anno. Le direttrici prioritarie per noi sono tre: sanità, educazione e lavoro. Non si tratta di essere ottimisti o meno, ma dobbiamo lavorare, ogni giorno, con impegno e credendoci e lo stiamo facendo promuovendo un cambio di paradigma e passando da assistenzialismo a diritto allo sviluppo».
Franca Fagioli, Direttrice Scuola di Specialità in Pediatria, Università di Torino: «Credo che il programma JPO, per gli specializzandi, sia strategico anche per il territorio nazionale e credo che sia importantissimo per avere medici in grado di operare in contesti globali, multidisciplinari. Sono medici che curano senza tecnologia o con poca tecnologia, medici che si inseriscono in contesti culturali diversi, sono una risorsa per il paese ospitante, per loro stessi, ma anche per noi, per il nostro sistema sanitario nazionale».
Franca Fagioli: direttrice Scuola di Specialità in Pediatria, Università di Torino (al centro) Elena Altieri (a sinistra)
Elena Altieri: «Ogni giorno nel mio lavoro in Italia, riporto quello che ho trovato in Tanzania come specializzanda e in Mozambico, come specialista. Quello che ho imparato in Africa è fare clinica, parlando con il paziente, usando il cuore e le mani. Si parla tanto di esami ma lì impariamo ad usare bene le mani, la mente e una medicina frugale».
Diamante D’Alessio, giornalista: «Grazie a Massimo Carraro, di Morellato, sono inciampata nel Cuamm e da lì ho continuato il mio impegno a sostegno, dando voce al grande lavoro dei medici sul campo».
Antonio Biasiucci: fotografo (a sinistra) Patrizia Sandretto Re Rebaudengo: fondatrice e Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (a destra) Diamante D’Alessio: giornalista (a sinistra)
Antonio Biasiucci, fotografo: «Il Cuamm è davvero contagioso. Lavoro spesso con la metafora, avrei potuto fare questo lavoro senza andare in Uganda ma mi sono sentito coinvolto e sono voluto andare in una vera sala parto, con il Cuamm a Matany. è stato complicatissimo. Puntare un obiettivo su una donna che partorisce, magari anche un bambino che non nascerà vivo, non è facile. è stata un’esperienza che ricorderò sempre».
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo: fondatrice e Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, istituita nel 1995 (a destra) Antonio Biasiucci: fotografo (a sinistra)
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: «L’arte e la cultura hanno il ruolo di sensibilizzare, porre attenzione su cause così importanti come quella del Cuamm. L’arte ha una funzione estetica, ma anche politica e sociale, può avvicinarsi e affiancarsi a cause così importanti per aiutare e sostenere oltre che raccogliere risorse per questi progetti. E con il Cuamm lanceremo un nuovo progetto: quello di inviare artisti che vadano in Africa e poi mettano in vendita le loro opera, a sostegno del Cuamm».
Fabio Geda, scrittore
Tra i tanti amici del Cuamm che hanno partecipato all’Annual Meeting anche lo scrittore Fabio Geda, che ci ha portato in Angola attraverso un passo del suo prossimo libro accompagnato da immagini potenti. «Ad aprile uscirà un libro per Laterza – ha detto Geda -. C’è questa bella amicizia che si è creata tra il Cuamm e Laterza. Proprio con Giuseppe siamo andati in Angola a marzo e a giugno e quindi uscirà questo libro che si chiamerà “La Casa dell’Attesa”, che è appunto una strategia che il Cuamm usa per avvicinare all’ospedale di Chiulo le donne prossime al parto affinché possano ricevere le cure necessarie e venga garantito loro un parto sicuro».
Giuseppe Ferro: rappresentante dei Gruppi Cuamm (a sinistra) Nicola Penzo: Referente attività territoriali Cuamm (al centro) Simona Sala: Direttrice della Direzione Rai Radio 2 da maggio 2023 (a destra)
Simona Sala, Direttrice di Radio Rai 2: «Spesso il bene non fa notizia, passare le notizie del bene è vero che è difficile parlarne. Le guerre di oggi rischiano di portare ancora meno attenzione all’Africa. E vorrei da qui, proporre un’idea, su cui lavorare, ma che sarebbe proprio una bella cosa: nel 2025 saranno i 40 anni del Live Aid, proposto da Bob Geldoff. Sarebbe importante che si potesse, anche attraverso un grande concerto, alzare l’attenzione per l’Africa».
Serge Boni, Professore ordinario di Ginecologia e ostetricia, Consulente del Ministro della Salute: «la Costa d’avorio ha la fortuna di avere una buona rete di strutture per la nascita, ma in tante regioni le difficoltà sono reali e molto grandi. Il tasso di mortalità è molto lontano da quello europeo. Il nostro paese ha l’ambizione di ridurre questo tasso, perché la più grande ingiustizia è quella di una donna che muore dando la vita ad un bambino e siamo felici di avere il supporto di Cuamm».
Ehouman Serge Boni: Presidente della Società di ginecologia e ostetricia della Costa d’Avorio (a destra) Giovanni Putoto: Responsabile Programmazione e Ricerca operativa Cuamm (a sinistra)
Giovanni Putoto: «Il Cuamm aprirà un nuovo progetto presso l’ospedale di Abobo, ad Abidjan dove lavoreremo insieme all’Università di Padova per raddoppiare il supporto alla maternità, istituire un’unità di neonatologia e garantire a attività necessarie come la banca del sangue. Un impegno importante al cui centro ci saranno lo studio e la ricerca».
Andrea Malaguti, direttore de La Stampa, intervistando Romano Prodi, pone l’accento sull’Africa, sulla presenza e sul Piano Mattei, chiedendo se questo intervento sarà sufficiente e quanto manca l’Europa.
Andrea Malaguti: Direttore La Stampa (a sinistra) Romano Prodi: Presidente Fondazione per la collaborazione tra i popoli (a destra)
Romano Prodi, Presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli: «Il Piano Mattei non basterà di certo. L’Africa è immensamente più grande dell’Italia e dell’Europa, che è il maggior donatore del continente, ma purtroppo l’Europa non conta nulla. E questo è un problema. La Cina, invece, ha relazioni diplomatiche con 54 su 55 paesi africani, è presente ovunque in modo sistemico. Come Europa, doniamo molte cose ma in maniera frammentaria, non duratura. E la cosa che più mi stupisce del Cuamm è proprio questa: che rimane, per decenni e decenni, e garantisce continuità. Dobbiamo investire sui giovani, creando delle Università con sedi distaccata tra Europa e Africa, per crescere i nuovi adulti di domani».
Don Dante Carraro: direttore di Medici con l’Africa Cuamm
In chiusura, il saluto e la nuova sfida lanciata da don Dante Carraro,direttore di Medici con l’Africa Cuamm: «Vi voglio parlare dell’ultima nuova grande sfida che come Cuamm abbiamo deciso di intraprendere: su richiesta del Ministero della Salute locale, vorremmo costruire un nuovo centro di formazione a Bossangoa, una zona poverissima del Centrafrica, dove abbiamo già abilitato la maternità.Tutto questo costa 1 milione di euro, ma siamo fiduciosi di trovarli»
L’Annual Meeting sarà trasmesso su TV2000, canale 28, sabato 23 novembre alle ore 16.
L’ANNUAL MEETING gode del patrocinio di: Regione Piemonte, Comune di Torino, Università degli studi di Torino, Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica.
In collaborazione con: Intesa Sanpaolo, Gilead.
Sponsor tecnici: Lavazza, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Coldiretti Piemonte.Cuamm è membro di Link 2007.
Media Partner: Rai Radio 1, Rai Radio 2, Gruppo 24 Ore, Tv2000, Radio InBlu, Avvenire, La Stampa, Radio Vaticana, Vatican News, L’Osservatore romano, Africa rivista.
PRIMA LE MAMME E I BAMBINI è un programma in collaborazione con Fondazione Cariparo, Fondazione Cariverona, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di risparmio di Lucca.
Grazie a: Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione CR Firenze, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Fondazione Friuli, Fondazione di Sardegna, Fondazione con il Sud, Fondazione CRT.
È stato presentato oggi a Padova, il bilancio sociale 2023 di Medici con l’Africa Cuamm. Il racconto di un anno di impegno per garantire la tutela della salute delle popolazioni africane e che nel 2023 si è esteso anche ad un nuovo paese, la Costa d’Avorio, il nono paese di intervento del Cuamm.
Al 166° posto su 193 nella classifica dell’Indice di sviluppo umano, la Costa d’Avorio è un paese dell’Africa occidentale con indicatori di salute molto preoccupanti. «Negli ultimi anni la Costa d’Avorio ha intrapreso un percorso di crescita, ma sono presenti grandi divari sociali, soprattutto tra la parte settentrionale e quella meridionale del paese. Il nord è molto povero e tormentato dall’instabilità degli stati confinanti, quelli dell’area del Sahel, come Burkina Faso, Niger e Mali – spiega Giovanni Putoto, responsabile della Programmazione e ricerca operativa -. In alcune zone, come nel distretto di Abobo, c’è 1 solo ospedale di 120 posti letto per una popolazione di 750mila abitanti. Le donne che partoriscono in ospedale sono costrette a partorire per terra. Un altro bisogno di questo Paese riguarda la formazione del personale sanitario: al momento ci sono scuole con pochissime classi, frequentate 18 ore al giorno e super affollate. Ora il nostro impegno è orientato a migliorare i servizi di assistenza sanitaria, soprattutto quelli materno-infantili e a potenziare la formazione dello staff locale».
Nello specifico nel 2023 l’intervento del Cuamm in Costa d’Avorio si è concentrato nel supporto e nel coordinamento del network dell’Unione dei religiosi per la salute e la coesione e su opere di ristrutturazione ed equipaggiamento con farmaci e materiale sanitario che hanno coinvolto in maniera diretta 13 centri di salute e la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario, attraverso alcuni corsi realizzati in 71 centri di salute di 9 diverse regioni.
È continuato, ovviamente, l’impegno del Cuamm negli altri 8 paesi che lo scorso anno ha portato ad assistere 2.063.313 pazienti, con 1.007.608 visite ai bambini sotto i 5 anni, 307.183 visite pre-natali, 266.976 parti assistiti, 26.363 pazienti in terapia antiretrovirale, 10.661 trasporti per emergenze ostetriche, 4.236 bambini malnutriti trattati, 4.245 operatori sanitari formati.
«Dietro questi numeri, ci sono vite, storie, persone, mamme e bambini di 8 paesi dell’Africa a sud del Sahara – ha detto Fabio Manenti, responsabile del Settore Progetti del Cuamm. Paesi con contesti stabili e di sviluppo, dove siamo presenti da molto tempo, come Uganda e Tanzania, ma soprattutto in paesi instabili e fragili, dove le emergenze umanitarie sono all’ordine del giorno. Ricordiamo che l’80% delle migrazioni rimane in Africa ed è per lo più formata da sfollati interni, che si spostano per motivi di insicurezza, carestia o per gli effetti dei cambiamenti climatici. E insieme, da rifugiati, persone che a causa della guerra scappano in un altro paese. L’Etiopia per esempio conta oltre 3 milioni di sfollati interni, a causa della recente guerra in Tigray, che ha portato una instabilità diffusa. Insieme è gravemente colpita dai cambiamenti climatici. La zona del South Omo è tuttora afflitta da pesantissime alluvioni che nell’ultimo periodo hanno reso inagibili 4 dei 5 centri sanitari dell’area. Penso ancora al Sud Sudan, paese fragilissimo, che ha oltre 2 milioni di sfollati interni e ora assiste al fenomeno delle migrazioni di ritorno, ovvero sud-sudanesi che erano fuggiti in Sudan e, a causa di una guerra di cui pochissimi parlano, ritornano nel proprio paese».
Paesi fragili come la Repubblica Centrafricana, dove nel 2023 il Cuamm ha ampliato il suo intervento con l’arrivo dei primi due medici a Bossangoa, a circa 300 km dalla capitale Bangui, in una delle zone più povere del Paese. «La Repubblica Centrafricana è uno degli ultimi paesi in cui il Cuamm ha iniziato a lavorare. È un paese estremamente insicuro e instabile. Abbiamo iniziato a lavorare qui nel 2018 nell’ospedale pediatrico della capitale. Dopo un periodo di studio e di dialogo con le autorità abbiamo avviato il nostro intervento anche a Bossangoa, dove i servizi sanitari sono quasi inesistenti – sottolinea Viviana Gomiero, desk progetti per il Centrafrica -. Al momento stiamo lavorando nella Maternità dell’Ospedale, che non si può dire un vero e proprio reparto. Ci sono letti fatiscenti e mancanza cronica di strumenti e personale sanitario specializzato. Ogni mese si effettuano circa un centinaio di parti, di cui l’8% cesarei. Stiamo supportando lo staff locale, forniamo farmaci, abbiamo avviato un sistema di riferimento ibrido con ambulanze e moto, un mezzo fondamentale nelle zone più remote per raggiungere l’Ospedale. Le sfide future saranno la ristrutturazione della Maternità e l’avvio di una scuola per ostetriche e assistenti al parto».
Ma l’intervento del Cuamm procede anche in Italia. Ed è Fulvia Caruso, volontaria Cuamm a raccontare un pezzetto di questo impegno, in particolare a Padova, a supporto dell’Ufficio Immigrazione, che accoglie una media di 250-300 accessi giornalieri. Circa 20 volontari hanno donato oltre 12.000 ore del proprio tempo libero, garantendo la loro presenza dal lunedì al venerdì su due turni. Oltre a gestire in sicurezza la fase di accoglienza delle persone in modo da agevolare la ricezione delle pratiche e snellire le procedure degli sportelli, la loro attività d’accoglienza si è estesa nel tempo, arrivando a supportare il servizio di centralino e di back office.
A tirare le fila e rilanciare sul futuro, il direttore, don Dante Carraro: «Anche quest’anno è continuato il nostro impegno per garantire il diritto alle cure per i più poveri, in Africa. Abbiamo il dovere di essere vicino alle persone più fragili, soprattutto quando le situazioni si complicano. Ancora oggi, ogni anno, sono 280 mila le mamme che muoiono di parto, per la maggior parte in Africa sub-Sahariana. Un dato doloroso che non ci può lasciare indifferenti Per dare una risposta servono risorse umane pronte a partire, ma anche risorse economiche. Sono tanto grato a tutte le persone che condividono e credono in ciò che facciamo. Senza salute non si cresce, non c’è futuro. La salute deve essere messa al centro: questo sarà il motivo che accompagnerà il prossimo Annual Meeting del Cuamm, in programma a Torino il 16 novembre. Sarà il nostro modo per far sentire la nostra voce per e con i più poveri, in Africa».
Notevoli progressi sono stati compiuti in Africa con la conclusione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio nel 2015.Tuttavia, la mortalità materna e perinatale rimane tra le principali cause di morte nell’Africa subsahariana. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa 800 donne muoiono ogni giorno per complicazioni legate alla gravidanza o al parto, di cui quasi il 99% nei paesi in via di sviluppo, con oltre la metà dei casi nell’Africa subsahariana. Secondo i dati, il Mozambico ha uno dei tassi di mortalità materna e neonatale più alti al mondo, causati spesso da complicazioni nella gravidanza e/o ritardi nell’accedere a servizi di assistenza medica d’emergenza.
La maggior parte delle morti materne sono associate a emorragie, aborti non sicuri, travaglio ostruito, infezioni o eclampsia – cause che potrebbero essere prevenute se le donne ricevessero cure tempestive. I sistemi di gestione delle emergenze mediche sono infatti un servizio essenziale per la gestione dei malati, specialmente dei gruppi vulnerabili come donne e bambini.
In questo contesto si inserisce il progetto UR-Beira che mira ad offrire alla popolazione dell’intero distretto un sistema di riferimento tempestivo ed efficace in caso di emergenza.Otto operatori formati nella gestione delle emergenze lavorano 24 ore su 24 presso la centrale operativa per rispondere alle richieste provenienti da 17 centri sanitari quindi organizzare il trasferimento verso l’ HCB – l’ospedale centrale di Beira, evitando quindi ritardi nell’intervento e possibili complicanze. L’attenzione è rivolta a donne e bambini: dal 1º febbraio 2022 sono stati eseguiti 19.700 trasferimenti, di cui 6.600 emergenze materne e 4.000 emergenze neonatali grazie al servizio di riferimento.
«Oggi è un giorno di grande allegria per l’inaugurazione di questo nuovo progetto con la cooperazione italiana – ha commentato l’Ambasciatore Gianni Bardini, un progetto che conferma l’impegno dell’Italia nell’ambito della salute e ribadisce l’antico legame che c’è tra Italia e Mozambico».
La realizzazione del progetto UR-Beira è stata possibile grazie alla forte collaborazione tra i partner italiani – Medici con l’Africa Cuamm, Regione Veneto, Croce Verde di Padova e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – e partner mozambicani, in particolare il Serviço Distrital de Saúde, Mulher e Acção Social da cidade da Beira (SDSMAS), il Serviço de Emergência Médica de Moçambique (SEMMO) e l’Ospedale Centrale di Beira (HCB). Una sinergia che dimostra l’impegno condiviso per il benessere del Mozambico e la consapevolezza che la salute è un diritto fondamentale che deve essere garantito a tutti.
«Questo progetto propone un salto di qualità rispetto ai soliti progetti di cooperazione, in quanto in termini operativi ha potuto contare su una grande collaborazione tra i vari partner coinvolti – ha dichiarato il rappresentante della Regione Veneto Luigi Zanin. Un gruppo che ha lavorato ad iniziative importanti e che ha saputo dare risultati importanti».
L’inaugurazione della prima centrale operativa del Mozambico é un simbolo di speranza per il futuro della provincia di Sofala e del Mozambico intero. È un segno tangibile del progresso compiuto nel campo della salute pubblica e un monito ad impegnarsi per un futuro ancora migliore, dove ogni cittadino possa accedere a cure mediche adeguate e tempestive. L’augurio, infatti, è che questo progetto possa essere replicato in altre città e province del paese.
«Ringrazio tutti i partner per aver scelto la nostra provincia per l’implementazione pilota di questo progetto – ha concluso la Segretaria di Stato della Provincia di Sofala Cecília Sandra Jerónimo Francisco Chamutota. Un progetto che rappresenta anche una responsabilità per noi, per il servizio di salute provinciale, per poter lavorare e fare in modo che questo progetto possa essere replicato in altre zone del paese e anche nella nostra provincia».
Nel distretto di Dassenech, regione del South Omo, migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare la propria casa, a causa delle pesanti alluvioni. A pagare maggiormente le conseguenze della crisi climatica, ancora una volta, sono i gruppi più fragili: donne, bambini e sfollati interni.
L’esondazione del fiume Omo e del lago Turkana ha ricoperto di acqua il 65% del distretto, che è uno dei più duramente colpiti dal fenomeno El Niño causando oltre 60.000 sfollati interni, su un totale di circa 80.000 abitanti.
I danni alle infrastrutture rendono difficile l’accesso alle cure: 4 centri sanitari su 5 di Dassenech risultano inagibili e 12 dei 16 posti di salute sono allagati. Qui, continuano a muoversi, come possibile, le nostre cliniche mobili impegnate a portare cure mediche dove i bisogni sono maggiori.
«In questo momento riusciamo a garantire assistenza medica al campo di sfollati interni di Marmarte, ma per le condizioni climatiche estreme abbiamo grandi difficoltà a raggiungere i “kebeles” più isolati – racconta Ephrem Berhanu, project manager di Cuamm in South Omo – C’è il rischio che si diffondano colera e malaria. Il numero di pazienti da seguire è in aumento e dobbiamo essere tempestivi per evitare epidemie, ma anche per continuare a fornire una risposta ai casi di malnutrizione e assicurare le vaccinazioni pediatriche. Tutto questo in un contesto già fragile, in cui ora garantire l’accesso alle cure diventa una sfida».
Solo negli ultimi mesi sono stati diagnosticati oltre 14mila casi di malaria ed è stato rilevato un tasso di malnutrizione pari al 36,4%. Nell’ultimo anno, i team Cuamm hanno raggiunto circa 30.000 persone attraverso le attività delle cliniche mobili e supportando i centri sanitari con viste prenatali, vaccinazioni, screening per la malnutrizione, diagnosi e trattamento della malaria.
«Tocchiamo con mano, anche qui da noi, in Veneto e nelle altre regioni, le conseguenze del cambiamento climatico, con queste piogge improvvise e torrenziali, con i fiumi che straripano e i danni che ogni giorno vediamo con i nostri occhi. Ma in Africa, l’impatto è ancora più grave e devastante – afferma don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm –. Ma tutto questo, qui non si vede e non fa notizia. L’Africa, come spesso succede, è fuori dal radar della nostra attenzione e dei nostri media. È il continente che contribuisce in forma minore alle cause del cambiamento climatico, eppure come l’Etiopia ci mostra, ne paga le conseguenze peggiori. Come Cuamm continuiamo a portare aiuto, come possiamo, ma siamo molto preoccupati, perché queste gravi alluvioni colpiscono direttamente la salute delle persone, dei più fragili, di mamme e bambini, impediscono l’accesso alle cure e facilitano la diffusione di ulteriori malattie».
Centoventi milioni. Sono le persone nel mondo costrette a fuggire dal proprio paese a causa di guerre, persecuzioni e violenze. A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Unhcr, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che ricorre il 20 giugno. Un numero che è raddoppiato negli ultimi dieci anni, in seguito all’acuirsi di conflitti e instabilità.
L’incremento più importante riguarda chi lascia la propria casa, ma rimane nel proprio Paese con 68,3 milioni di persone (IDPs). Sono 43,4 milioni, invece, i rifugiati e le altre persone bisognose di protezione internazionale, sotto il mandato dell’Unhcr e dell’Unrwa, che si trovano in Paesi diversi da quello d’origine. Di queste il 75% vive in Stati a basso e medio reddito, molto spesso in condizioni di estrema vulnerabilità.
Ogni giorno, nei Paesi in cui operiamo, tocchiamo con mano le conseguenze che subiscono le persone che non hanno altra alternativa se non fuggire per salvare la propria vita e tentare di costruirsi un futuro migliore. Sono paesi come il Sud Sudan, dove è in corso la più grande crisi di rifugiati del continente africano, come il Mozambico, in cui dal 2017 continuano le ondate di violenze, come l’Etiopia messa a dura prova anche dal conflitto nel Tigray. Ma anche come l’Ucraina, dove oggi si contano circa 5 milioni di sfollati interni a causa di una guerra che non accenna a fermarsi con bisogni umanitari sempre più pressanti.
Di fronte a queste situazioni, di crisi cronica o di pura emergenza che compromettono diritti fondamentali come quello alla cura, operiamo su 4 linee di intervento: accesso ai servizi sanitari con focus sui gruppi più vulnerabili, mamme e bambini attraverso visite ambulatoriali e prenatali, vaccinazioni e assistenza al parto; fornitura di farmaci e materiale sanitario; formazione degli operatori locali e educazione e advocacy su temi di salute preventiva e igiene. Lo facciamo senza dimenticare la collaborazione con le autorità locali, elemento cardine per il rafforzamento della capacità di resilienza dei sistemi e delle comunità.
La risposta del Cuamm
Mozambico: la situazione a Cabo Delgado, nel nord del paese, continua a essere particolarmente tesa e difficile. Le continue violenze, perpetrate dai gruppi armati, hanno messo in difficoltà 1,6 milioni di persone, tra cui 830.000 sfollati interni (IDPs). Tra loro, molte donne e bambine vittime di violenza di genere. Medici con l’Africa Cuamm offre servizi di salute mentale ma anche assistenza legale alle vittime di violenza di genere, accogliendo anche in spazi di protezione e supportando programmi di microcredito per accompagnarle verso un cammino di ripresa e autonomia.
Sud Sudan: secondo un rapporto dell’Unhcr, quella del Sud Sudan è la più grande crisi di rifugiati del continente africano e la terza peggiore al mondo. Oggi circa 2,4 milioni di rifugiati sud sudanesi sono ospitati dai paesi confinanti, e 2,2 milioni sono invece sfollati interni. Da oltre un anno, inoltre, il paese accoglie migliaia di profughi in fuga dalla guerra nel vicino Sudan. Il 91% di questi sono sud sudanesi scappati in passato e ora costretti a rientrare. Con il sostegno a 103 strutture sanitarie e 4 ospedali situati in altrettante regioni del Paese, i medici del Cuamm cercano di portare aiuto alla popolazione di questo paese fragilissimo offrendo servizi medici di base ma soprattutto garantendo la salute materno-infantile attraverso visite prenatali, parti assistiti e visite pediatriche.
Etiopia: è il secondo paese africano per numero di rifugiati ospitati, sono più di 1 milione e provengono principalmente da Sud Sudan, Somalia e Eritrea. Nella regione di Gambella, al confine con il Sud Sudan, il Cuamm opera nei campi rifugiati di Ngueneyyiel, Jewi e Tierkidie supportando strutture sanitarie per garantire servizi medici di base e di recente ha rinnovato l’impegno a intervenire in Tigray, in particolare nella Eastern Zone e nella zona di Shire, dove si concentrano oltre 500.00 sfollati e dove gran parte delle strutture sanitarie è andata distrutta a causa del conflitto in corso.
In parallelo, il lavoro continua anche a Debre Berhan, nella regione Amhara dove, secondo i dati Ocha, si sono rifugiati circa 200.000 sfollati, soprattutto provenienti dalla regione dell’Oromia. La maggior parte di loro vive con la comunità, ma molti si sono concentrati in centri di accoglienza che hanno bisogno di tutto, dai servizi sanitari a quelli nutrizionali.
Uganda:è il paese africano che accoglie più rifugiati, ben oltre 1,5 milioni, circa l’81% sono donne e bambini. Divenuto quasi un modello di accoglienza e integrazione nel continente, nel Paese il 3,6% della popolazione è rappresentata da rifugiati. Qui il Cuamm opera nella regione nord-occidentale del West Nile con un intervento sanitario che prevede servizi chirurgici oculari, attraverso cliniche mobili, ma anche servizi di salute materno-infantile e gestione di emergenze ostetriche.
Ucraina:con il cuore in Africa, allo scoppio di una guerra alle porte di casa, Cuamm si è attivato per portare aiuto in un paese dove si contano oggi oltre 5 milioni di sfollati interni e 5,8 milioni di rifugiati. Di questi, il 60% sono donne, il 27% sono minori e il 48% sono persone che vivono con disabilità. Da un primo impegno focalizzato sulla città di Chernivsti, al confine con la Romania, l’intervento del Cuamm è cresciuto fino ad interessare oggi 30 strutture ospedaliere in 5 diversi Oblast supportati attraverso la fornitura di farmaci, materiale sanitario, cibo, abbigliamento e l’erogazione di servizi di supporto psicologico alla popolazione.
Moldavia: dal 24 febbraio 2022, quando è scoppiato il conflitto, oltre un milione di rifugiati ha attraversato il confine in cerca di rifugio in Moldova, uno dei paesi più fragili d’Europa. L’impegno di Cuamm nel paese è iniziato nell’aprile 2022 nella capitale Chişinau. Da allora, e in stretta collaborazione con il Ministero della Salute e l’Oms, l’intervento è stato guidato dal duplice obiettivo di fornire assistenza medica di base nei Centri di Accoglienza per Rifugiati (CAR) e offrire formazione specifica al personale medico locale sulle emergenze neonatali.
Si è tenuta il 20 giugno a Roma, a Palazzo Corsini, la cerimonia di conferimento dei premi “Antonio Feltrinelli” e “Premio Lincei” da parte dell’Accademia dei Lincei, in occasione dell’Adunanza pubblica a classi riunite per la chiusura dell’Anno accademico 2023/24, alla straordinaria presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e del Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana.
A Medici con l’Africa Cuamm è stato conferito il premio “Antonio Feltrinelli 2024”, per una impresa eccezionale di alto valore morale e umanitario. Noto anche come “Nobel d’Italia”, il Premio è stato istituito nel 1942 grazie a un lascito del grande imprenditore che dispose la costituzione di un “un fondo inalienabile e perpetuo destinato a premiare il lavoro, lo studio, l’intelligenza, quegli uomini insomma che maggiormente si distinguono in alte opere, nelle arti, nelle scienze, poiché essi sono i veri benefattori del proprio paese e dell’umanità “.
A ritirare il premio, a nome del Vescovo di Padova, presidente del Cuamm e in rappresentanza di tutti i medici e gli operatori impegnati in Africa, il direttore don Dante Carraro, che ha portato la voce dei più poveri in Africa e di chi si prende cura della loro salute.
«Sono profondamente grato e onorato del premio che oggi riceviamo da una istituzione così autorevole come l’Accademia dei Lincei – ha detto don Dante durante la cerimonia–. Voglio dedicare questo premio a quanti si spendono ogni giorno, e si sono spesi in tanti anni, per la salute dei più fragili, soprattutto di mamme e bambini; a quanti non vogliono rassegnarsi di fronte alle 280.000 donne che, ogni anno, muoiono a causa del parto nel mondo, la maggior parte delle quali si concentra in Africa sub-Sahariana. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci a tutto questo».
La consegna del premio a don Dante Carraro che lo ritira a nome del Presidente del Cuamm e Vescovo di Padova Mons. Claudio Cipolla. ph_quirinale.it
«In 74 anni di storia abbiamo curato e assistito migliaia di mamme e bambini, nei luoghi più remoti dell’Africa, in quello che chiamiamo l’ultimo miglio del sistema sanitario, ma non lo abbiamo fatto da soli. Non crediamo agli “eroi solitari”. Lo abbiamo realizzato e lo stiamo realizzando grazie all’aiuto delle istituzioni internazionali, della Cooperazione Italiana, della Chiesa padovana e nazionale, delle Fondazioni bancarie, di tante Università dalle quali provengono molti dei giovani specializzandi che inviamo negli oltre 20 ospedali che stiamo sostenendo, e di tantissimi gruppi e singoli cittadini che credono nel nostro lavoro – ha sottolineato don Dante Carraro -. Ci sentiamo, con grande umiltà, espressione di un’Italia coraggiosa e generosa, che quotidianamente crede e si adopera per il bene dell’altro. Un impegno fatto di dedizione ma anche di ricerca, come testimoniano gli oltre 248 articoli scientifici pubblicati, negli ultimi 13 anni, e la collaborazione con 132 partner di ricerca, perché siamo convinti che l’Africa abbia bisogno di passione e, insieme, di alta professionalità. I poveri meritano la nostra generosità, accompagnata da competenza e scienza».
Stretta di mano con il Presidente Sergio Mattarella
Il Premio ricevuto andrà a sostenere il grande programma “Prima le mamme e i bambini” che si pone l’obiettivo di assicurare il parto assistito a 500.000 mamme, e altrettanti neonati, in 10 ospedali degli 8 paesi dell’Africa a sud del Sahara in cui opera il Cuamm.
Padova, 4 novembre 2023 – Energia, speranza e tanto impegno sono alla base del lavoro di Medici con l’Africa Cuamm che oggi a Milano ha raccontato ad amici, sostenitori, compagni di viaggio, un anno di intervento per la salute di mamme e bambini in Africa e per la formazione di giovani operatori sanitari locali.
Massimiliano Baggio: Direttore del Conservatorio Milano
Ad aprire l’evento Massimiliano Baggio, Direttore del Conservatorio Milano: «Per me e tutto il Conservatorio è un grande piacere e onore avervi qua. È da diversi anni che siamo “in movimento” con il Cuamm, organizzando concerti e manifestazioni a sostegno del suo impegno in Africa e ancora una volta oggi, ribadiamo la nostra vicinanza a tutti voi».
Mons. Mario Delpini: Arcivescovo di Milano
E ha proseguito, mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano: «Sono qui a dire il mio apprezzamento e il mio saluto a nome della città di Milano che ha mandato nel mondo tanti medici, volontari, persone di cuore, che sono ovunque. È la tradizione di una città che è attraente, sensibile, generosa, capace di aiutare. Ma oltre che ringraziare, credo sia necessario una profondità di riflessione: l’Africa è così complessa, ferita, è così bloccata, non si riesce a vedere un cammino che consolidi un incremento di benessere e democrazia. Un continente che ha delle risorse straordinarie, ma viene continuamente saccheggiata. Credo che il “con” del Cuamm sia un elemento chiave per capire dai medici come li trasforma l’Africa e cosa vanno ad imparare in Africa».
Antonio Tajani: Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale
Nel video messaggio inviato, l’on. Antonio Tajani, Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ha detto: «Cari amici del Cuamm è un piacere unirmi a voi per il vostro meeting annuale. Il mondo vive oggi giorni sempre più complicati, purtroppo adesso la crisi drammatica in Medio Oriente e prosegue anche il conflitto in Ucraina e noi sosteniamo come sapete una pace giusta. E questo è lo spirito con cui, proprio ieri, abbiamo approvato in consiglio dei ministri il Decreto Mattei. Con il Piano Mattei stiamo lavorando per dare stabilità al continente africano e favorire il suo inquadramento in un più ampio Piano Marshall europeo. Vogliamo essere capofila di una grande iniziativa dell’Unione Europea e così vogliamo favorire la creazione di posti di lavoro, offrire un’alternativa di vita a tanti giovani africani, vogliamo aumentare le borse di studio e contribuire a formare una leadership africana responsabile e preparata con l’obiettivo di affrontare in modo strutturato il tema dello sviluppo e contrastare il traffico di esseri umani».
Paolo Gentiloni: Commissario UE per l’Economia
Paolo Gentiloni, Commissario Ue per l’Economia: «L’Europa potrebbe prendere da modello e ispirazione quelle tre lettere, quel CON del nome di Medici con l’Africa Cuamm. L’Europa è la superpotenza dell’aiuto della cooperazione, se mettiamo insieme l’Unione Europea e i vari paesi membri, è di gran lunga il paese che aiuta di più l’Africa, ma deve esserci una trasformazione: finora l’Europa ha pensato in modo orizzontale, ora dobbiamo iniziare a pensare in verticale, cioè dobbiamo pensare al rapporto tra l’Europa, il Mediterraneo e l’Africa. Questo è il futuro dal punto di vista demografico, climatico, economico».
Romano Prodi: Presidente fondazione per la collaborazione tra i popoli
E riportando l’attenzione sulle gravi crisi che si stanno compiendo a livello globale, Romano Prodi, Presidente Fondazione per la collaborazione tra i popoli ha spiegato: «O c’è un cambiamento a livello internazionale e mondiale o non si risolve niente, nessuna crisi. Vediamo che nella stessa Africa ci sono divisioni terribili, ma non possiamo parlare di una speranza concreta se non c’è un intervento delle grandi potenze che, purtroppo, al momento non esiste. In Ucraina la guerra è diventata di trincea, quella in Israele e Palestina ha una caratteristica propria: occorre trovare la soluzione del problema specifico dei due Stati. C’è bisogno di un’iniziativa internazionale che garantisca la soluzione futura, sia questa dei due Stati o di uno Stato unito, ma da soli non esiste soluzione di pace, l’odio è troppo profondo».
Pierre Somse: Ministro della salute della Repubblica Centrafricana
Pierre Somse, Ministro della salute della Repubblica Centrafricana: «La Repubblica Centrafricana è uno dei paesi più poveri al mondo che ha vissuto diversi decenni di instabilità politica cosa che ha portato allo stravolgimento del sistema sanitario. Abbiamo un tasso di mortalità materna molto elevato, il secondo peggiore al mondo 729 morti ogni 10.000 nati vivi, una delle peggiori mortalità infantili al mondo, 50 morti infantili ogni 1.000 nascite. Una situazione terribile. Ed è in questo contesto che possiamo apprezzare l’opera svolta da Cuamm e dal Governo Italiano. Nel giro di 5 anni, grazie al Cuamm, abbiamo formato 20 pediatri, prima ce ne erano soltanto 2!».
Alberto Mantovani: Direttore scientifico Humanitas
Alberto Mantovani, Direttore scientifico di Humanitas: «Penso ai giovani italiani e africani che sono sul campo. Insegnare in Africa con il Cuamm è stata un’esperienza, forse la mia esperienza più significativa di insegnamento. Quattro sono le parole che vorrei sottolineare: sfida, passione, intelligenza e speranza. Sfida perché vuol dire misurarsi con una realtà diversa e ripensare all’essenziale. Passione in italiano vuol dire due cose. Vuol dire sofferenza, ma vuol dire la voglia di imparare dei ragazzi che è straordinaria, un entusiasmo che veramente è difficile trovare. Ancora intelligenza e speranza perché io penso che la passione e l’entusiasmo siano la speranza ed è la speranza che ci portiamo a casa quando torniamo».
Fabio Fazio: Giornalista e conduttore televisivo
Per la prima volta all’Annual meeting, Fabio Fazio ha invitato don Dante a partecipare a “Che tempo che fa” e ha sottolineato: «Io vivo di parole, il mio mestiere è parlare. Quest’oggi, grazie a persone speciali come quelle che sono in sala. Ho capito che oggi siamo qui perché il Cuamm è esperienza, è esperienziale. Le parole che si dicono qui oggi sono parole concrete, di persone che cambiano concretamente la vita ad altri in Africa. Il tema di oggi è “In movimento” che non è solo quello degli altri, ma è anche il nostro verso gli altri cioè siamo noi a doverci mettere in movimento rispetto alla staticità e al presentismo che sta caratterizzando il nostro tempo».
A portare la voce dell’Africa, dal Mozambico,Kajal Chhaganlal, Direttrice pedagogica Università Cattolica del Mozambico: «A Beira, la mia città nel Nord del Mozambico, non era nemmeno possibile diventare medico. Sono stata tra i primi medici laureati il 21 agosto del 2007. Per me è grandissimo il senso di gratitudine verso l’Università e chi la sostiene per formare nuovi medici, come il Cuamm. Mi porto nel cuore tanti medici del Cuamm che hanno segnato il mio cammino, il dottor Claudio, il dottor Alessandro, il dottor Giorgio. Hanno un posto speciale nel mio cuore e sono stati un modello per me. La nuova campagna del Cuamm “A casa mia” è una grande opportunità per noi, ci offre la possibilità di seguire i nostri sogni e di diventare quello che desideriamo, per il bene delle nostre comunità E ora, grazie al Cuamm e all’Università di Padova, possiamo anche frequentare un master per le emergenze pediatriche».
Ogni anno, i dati del programma “Prima le mamme e i bambini” danno conto del lavoro svolto. Questi gli ultimi presentati oggi a Milano: 188.923 parti assistiti realizzati in 2 anni 10 ospedali di 8 paesi africani; 8.102 bambini malnutriti trattati, 659 manager sanitari africani formati. E sono ben 211 i giovani specializzandi italiani che in questi 2 anni hanno svolto un tirocinio in uno degli ospedali in cui opera il Cuamm.
Mons. Claudio Cipolla: Presidente del Cuamm e vescovo di Padova
Mons. Claudio Cipolla, Vescovo di Padova e presidente del Cuamm ha detto: «Provo tanta gioia nel vedere che un’esperienza che nasce dalla fede, dalla sensibilità, dal senso di umanità di alcuni nostri uomini, preti e non solo, di Padova, è diventata grande e diventa capace di fare proposte che superano anche le sue origini, è diventata un servizio offerto a tutta l’Italia. Il titolo “In movimento” che ha anche una dimensione interiore, quella di ogni persona e che prende forma in passi specifici Il primo passo è quello di avere un orizzonte, un obiettivo come quello del giovane sud sudanese Gordon che è riuscito a servire la sua comunità».
Card. Matteo Zuppi: Presidente Conferenza Episcopale Italiana
Card. Matteo Zuppi, Presidente Conferenza Episcopale Italiana: «Aiutare è vivere e vivere è aiutare, le due cose coincidono. Fare bene per gli altri ci fa vivere bene, fa vivere bene gli altri e noi. Abbiamo un tasso di amore per noi stessi che spesso ci ingrassa notevolmente e ci fa vivere male. Ancor più importante è quando si riesce a mettere insieme emergenza e sviluppo. Purtroppo a volte facciamo solo la prima e non facciamo la seconda. Ringrazio il Cuamm che, invece, si impegna per l’una e per l’altra. Papa Francesco chiede a tutti di impegnarsi per la pace e non si arrende alla logica della guerra. Questa ricerca impegna tutti quanti ed è un mosaico in cui tante forze devono concorrere per risolvere il problema della guerra».
Giovanni Azzone: Presidente Fondazione Cariplo
Giovanni Azzone, Presidente Cariplo: «Viviamo in un mondo strettamente interconnesso, vediamo ovunque emergenze continue che, ovunque nascono, hanno un impatto su tutto il nostro territorio. L’esperienza del Cuamm ci dimostra che migliorare la qualità della vita in un territorio ampio garantisce a tutte le nostre comunità un miglioramento. Come Fondazione abbiamo deciso di sostenere un intervento in Africa perché è coerente con l’obiettivo di rafforzare le sue comunità e i dati presentati qui oggi lo dimostrano».
Elio Franzini: Rettore Università Statale di Milano
Elio Franzini, Rettore Università Statale: «Si parla tanto di giovani e credo che i nostri specializzandi siano persone davvero eccezionali che tengono in piedi il nostro sistema sanitario nazionale. Il percorso formativo dei giovani non deve essere unidirezionale e grazie al Cuamm e, all’esperienza che questi giovani fanno in Africa, possiamo anche vedere che c’è uno scambio reciproco, perché quando tornano sono più ricchi dentro».
Beppe Severgnini: editorialista del Corriere della Sera
Beppe Severgnini, editorialista del Corriere della Sera: «Dobbiamo raccontare la catena del bene per far capire che esiste un’umanità in grado di lavorare per la pace, un’umanità diversa che è in grado di guardare negli occhi l’altro. La forza di una giornata come oggi è che non è retorica. Non basta mettere una qualunque buona notizia, devi raccontarla in maniera intelligente, sofisticata, appassionata, come stanno facendo questi giovani che partono con il Cuamm. È più facile raccontare l’orrore, purtroppo. È molto difficile raccontare le cose belle, però qualcuno là fuori vuole leggerle, guardarle e ascoltarle».
Neri Marcorè: Autore e attore
E dopo il finale di Neri Marcoré che ha portato in scena una straordinaria interpretazione de “La guerra di Piero”, particolarmente attuale in questo momento storico, è don Dante Carraro, il direttore del Cuamm, a ringraziare tutti i presenti e tutti i medici sul campo a partire da chi coordina in progetti negli 8 paesi dell’Africa in cui il Cuamm è impegnato: «Anche noi sentiamo il dovere di vegliare i sepolti di tutte le guerre, ma ci portiamo nel cuore, in particolare, gli effetti che queste guerre stanno determinando in Africa. Vogliamo vegliare con il nostro impegno, con il nostro coraggio, con la nostra determinazione. Non ci interessa essere rose o tulipani. Ci interessa esserci. Saremo dei semplici, umili, papaveri rossi che vegliano. E faremo quello che dipende da noi, perché vogliamo davvero seminare questa speranza in Africa: che Italia e Africa insieme è davvero possibile».
L’ANNUAL MEETING gode del patrocinio di: Comune di Milano, Università degli studi di Milano Bicocca, Federazione Nazionale degli ordini della professione di ostetrica.
In collaborazione con: Intesa Sanpaolo, Gilead, Esselunga.
Sponsor tecnici: Walcor, Il Grigio cooperativa sociale, Coldiretti Lombardia, Coldiretti Donne Impresa, Azienda Agricola Bambini.Cuamm è membro di Link 2007.
Media Partner: Rai Radio 2, Radio 24, Radio Inblu, Radio Vaticana, Tv2000, Corriere Buone Notizie, Avvenire, Vatican News, L’Osservatore Romano, Africa rivista, Difesa del Popolo.
PRIMA LE MAMME E I BAMBINI è un programma in collaborazione con Fondazione Cariparo, Fondazione Cariverona, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di risparmio di Lucca.
Grazie a: Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione CR Firenze, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Fondazione Friuli, Fondazione di Sardegna, Fondazione con il Sud, Fondazione CRT.