Questa non è una marmellata

Padova, 21 maggio 2026 – Quando la generosità incontra la fantasia si può arrivare molto lontano, anche in Africa. La generosità è quella di chi ha donato al Cuamm una buona marmellata, ma anche quella di chi si attiverà e metterà in gioco organizzando un banchetto solidale. Soprattutto, la solidarietà sarà quella di chi si recherà nel banchetto più vicino per prendere la marmellata.

Il 23 e 24 maggio e poi ancora dal 30 maggio al 2 giugno, Medici con l’Africa Cuamm propone, in oltre 110 punti di tutta Italia, tra piazze, quartieri, parrocchie, un’iniziativa per diffondere dolcezza e solidarietà in occasione dell’Africa Day.

Da Padova a Vicenza, da Trieste a Torino, passando per Brescia, Milano, Lecco, Biella… senza dimenticare Modena, Bologna, Siena e Firenze…cerca il punto di distribuzione più vicino a te. Perché ogni piccolo gesto può fare la differenza. Acquistando un vasetto di marmellata, si andrà infatti a sostenere la salute dei più fragili, le mamme e i bambini in Africa.

L’operazione è resa possibile grazie alla generosità di Menz&Gasser, azienda produttrice, che ha donato al Cuamm le marmellate “100 da frutta”, ai gusti di fragola e albicocca, e a chi sceglie di dedicare tempo ed energie per distribuire questo pizzico di bontà e aiuto. Un modo nuovo per ampliare il bene che possiamo donare. Più siamo, più grande sarà il gesto concreto di aiuto per la salute di mamme e bambini in Africa.

Malattie croniche in Africa: dalla ricerca operativa a strategie sanitarie sostenibili

Padova/Pisa, 11 maggio 2026 – La ricerca operativa è un tassello fondamentale per trovare soluzioni e risposte che migliorino la salute dei più fragili, in Africa. Parte da questa consapevolezza, maturata in oltre 75 anni di intervento, la riflessione che Medici con l’Africa Cuamm vuole proporre con il convegno in programma a Pisa, sabato 16 maggio, a partire dalle 10.30 fino alle 16, con una prima sessione plenaria, (in mattinata) e un secondo momento dedicato a workshop tematici (nel pomeriggio).

L’Aula Magna dell’Università di Pisa (via Curtatone e Montanara, 15) ospiterà esperti, istituzioni internazionali e universitarie, medici e addetti ai lavori per portare al centro dell’attenzione un tema che sta molto a cuore al Cuamm: “Malattie croniche in Africa: dalla ricerca operativa a strategie sanitarie sostenibili”. Evento in lingua inglese.

Tra le tante sfide silenziose che ogni giorno si incontrano in Africa, quella delle Malattie croniche sta diventando sempre più grande e richiede risposte sostenibili, concrete ed efficaci. Fondamentale è il ruolo della ricerca operativa che può contribuire a disegnare politiche sanitarie a servizio dei più fragili. L’evento permetterà di approfondire questi temi, condividere studi, idee di ricerche e buone pratiche da replicare per il bene di tutti.

«La ricerca può dare contributi innovativi per una conoscenza sempre più approfondita del contesto e dei fenomeni oggetto di studio, rispettando le culture e coinvolgendo istituzioni e comunità locali per indagare la qualità e l’equità delle prestazioni, i determinanti sociali, l’innovazione tecnologica e comunitaria – afferma Giovanni Putoto, responsabile Programmazione e Ricerca Operativa di Medici con l’Africa Cuamm –. Oggi nella prassi del Cuamm valutazione e ricerca operativa si richiamano e si alimentano reciprocamente: la prima offre criteri di rigore e giudizio, la seconda apre spazi di adattamento e miglioramento continuo, in dialogo fecondo tra analisi e azione che trova nella pratica il suo terreno più autentico».

La mattinata vedrà alternarsi voci di esperti e approfondimenti dal campo, con una lectio magistralis del prof. Paolo Mancarella, direttore del Dipartimento di Informatica e già rettore dell’Università di Pisa. Nel pomeriggio, dopo un pranzo veloce, i partecipanti potranno scegliere tra 4 workshop tematici.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Info: Francesca Tognon – research@cuamm.org

IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO

Plenaria – 10:30 – 13:00
Moderatori: Maurizia Brunetto, Grazia Chiellini, Duccio Volterrani

Saluti istituzionali

  • Professor Riccardo Zucchi, Rettore dell’Università di Pisa
    • Angelo Gemignani, Presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Pisa
    • Michele Conti, Sindaco di Pisa, Rappresentante dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (AOUP)
    • Giovanni Putoto, Responsabile della Programmazione e Ricerca Operativa presso Medici con l’Africa Cuamm

Lectio Magistralis

  • “Innovazione e diritto alla salute per tutti”, Professor Paolo Mancarella, Direttore del Dipartimento di Informatica ed ex Rettore dell’Università di Pisa

Malattie croniche: sfide globali e risposte locali
Moderatore: Andrea Atzori, Responsabile Relazioni Internazionali, Medici con l’Africa Cuamm

  • “Il peso delle malattie croniche in Africa e il ruolo del modello PEN Plus”,

Colin Pfaff, Associate Director of Programs, NCDI Poverty Network

  • Affrontare le malattie croniche nelle popolazioni migranti”

Santino Severoni, Responsabile dell’iniziativa speciale Salute e Migrazione presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità

Discussione tra esperti

  • Gene Bukhman, Co-presidente NCDI Poverty Network
  • Santino Severoni, Responsabile dell’iniziativa speciale Salute e Migrazione presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Khadija Yahya Malima, docente presso la Muhimbili University of Health and Allied Health Sciences (MUHAS)
  • Fabrizio Tediosi, Coordinatore del Master in Global Health, Centre for Multidisciplinary Action for Global Health (MAGH), Università di Milano

Esempi di progetti e ricerca | interventi di 4 minuti

  • “Valutazione del rischio cardiovascolare nella Tanzania rurale”
    Federico Mazzinghi, Jpo Cuamm a Tosamaganga in Tanzania
  • “Steatosi epatica nei pazienti diabetici: evidenze dall’Uganda”
    Francesco Pezzato, Jpo Cuamm ad Aber, in Uganda
  • “Avvicinare i servizi sanitari alle comunità: il modello di decentralizzazione”
    Silvia Tamanini, Jpo Cuamm a Tosamaganga in Tanzania
  • “Applicazione del Malawi Development Assessment Tool (MDAT) in Mozambico”
    Edoardo Occa, esperto di Sanità Pubblica di Medici con l’Africa Cuamm
  • “Anemia falciforme in Sierra Leone: il modello PEN Plus”
    Elena Palmisano, Jpo Cuamm a Pujehun in Sierra Leone

Conclusioni e prossimi passi
Giovanni Torelli, Program Manager Medici con l’Africa Cuamm

Light lunch – 13:00 – 14:30

Workshop tematici – 14:30 – 16:00

  • Modelli di erogazione dei servizi clinici e copertura sanitaria universale
    Moderatore: Professoressa Caterina Rizzo
  • Forme di diabete mellito insulino-dipendente e atipiche
    Moderatori: Professor Piero Marchetti, Professor Ferruccio Santini
  • Rischio cardiovascolare e determinanti delle complicanze
    Moderatori: Professor Stefano Taddei, Professoressa Rossella Marcucci
  • Valutazione della disabilità e cure riabilitative in Africa
    Moderatore: Professor Andrea Guzzetta

Nadine Zuin, specializzanda a Padova in Chirurgia generale, è in partenza per l’uganda con il Cuamm

Padova, 30 marzo 2026 – Ha tutto pronto Nadine Zuin, in partenza il 31 marzo per l’Uganda. Destinazione, l’ospedale di Matany, nella regione del Karamoja, dove trascorrerà 6 mesi inserita come Jpo (Junior project officer) in uno dei progetti di Medici con l’Africa Cuamm.

Nadina è nata e cresciuta nella provincia di Padova, città dove si è laureata in Medicina e dove ora sta terminando la specializzazione in Chirurgia generale. La sua partenza rappresenta però molto più di una tappa professionale: è il compimento di un percorso che affonda le radici nella sua storia personale.

Nadine è infatti figlia di una storica collaboratrice del Cuamm: «Sono nata e cresciuta dentro al Cuamm – racconta –. Ricordo i primi Annual Meeting, quando eravamo piccoli e non capivamo tutto, ma c’eravamo. Ho passato tanto tempo qui, anche da bambina, aspettando il pullman dopo scuola. Mi ricordo di don Luigi, che vedevo spesso passare nei corridoi e che a volte si fermava a parlare con me. Alla fine dell’università ho scelto di vivere nel collegio universitario del Cuamm per un paio d’anni, è stata un’esperienza bellissima e soprattutto formativa».

Un legame che negli anni si è trasformato in scelta consapevole: «L’idea di partire credo di essermela portata dentro da sempre. Appena sono entrata a medicina, ho pensato che sarei voluta diventare una Jpo».

La strada per realizzare questo sogno, però, non è stata sempre in discesa. «Sono tre anni che lavoro su questo. Non è stato un percorso semplice e forse proprio per questo ora faccio fatica a realizzare che sto partendo».

Quella in Uganda sarà per lei un’esperienza decisiva anche per il futuro: «Mi piacerebbe fare il medico cooperante. Mi specializzo a novembre e questi mesi saranno importanti per capire se questa potrà essere davvero la mia strada. Credo di avere chiaro che tipo di medico voglio essere, spero di capirlo ancora meglio sul campo».

Medici con l’Africa Cuamm opera in Uganda dal 1958 e nel 2023 ha supportato 354 strutture sanitarie con oltre 134 operatori, soprattutto locali. L’ospedale di Matany, dove andrà Nadine, si trova nella Karamoja, una delle regioni più fragili del Paese, dove l’organizzazione è impegnata nel rafforzamento dei servizi sanitari, con particolare attenzione alla salute materno-infantile.

L’Uganda è un paese stabile ma tuttora segnato da profonde diseguaglianze, che sta risentendo degli effetti delle numerose crisi globali, tra cui quelle climatiche e ambientali. I sistemi sanitari, come in molti altri paesi, sono affaticati e se non sostenuti rischiano di tornare indietro a causa delle pesanti ripercussioni dovute ai conflitti circostanti e all’instabilità globale. La sfida è restare accanto alle popolazioni africane nelle battaglie quotidiane. Per questo, per Medici con l’Africa Cuamm è ancora più importante dare continuità ai progetti e fornire assistenza sanitaria a chi ha più bisogno.

È possibile sostenere Medici con l’Africa Cuamm con una donazione online su www.mediciconlafrica.org

A Ravenna, presentazione di “La casa dell’attesa”

Padova, 28 aprile 2026 – Uscito il 25 marzo 2025 in tutte le librerie d’Italia, l’ultimo libro di Fabio Geda, “La casa dell’attesa”, editori Laterza 2025 è un intenso reportage di viaggio in Angola, alla scoperta dell’intervento del Cuamm e non solo. Giovedì 30 aprile, alle ore 18, sarà presentato a Ravenna presso la Sala Severino Ragazzini Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali (Largo Firenze).

Un libro appassionante, che tiene incollato il lettore, pagina dopo pagina e lo accompagna a scoprire le diverse dimensioni dell’attesa, dello “stare”, di un tempo passato e presente, di un fermarsi per aspettare e sperare. Il tutto attraverso lo sguardo speciale dei medici e dei cooperanti del Cuamm che aiutano l’autore a conoscere un po’ di più questo paese e la sua gente. La presentazione accompagnerà il pubblico in un viaggio tra parole e immagini, per immergersi in un mondo che sembra lontano, ma che ha molto da dire a ciascuno di noi.

Dialogo tra:

  • Fabio Geda, scrittore
  • Antonia Di Battista, pediatra rientrata dal Mozambico

Modera:

Gianluca Dradi, referente del gruppo Cuamm Ravenna

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni: Giulia  – +39 348 3962569; g.papetti@cuamm.org

SCHEDA DEL LIBRO

Fabio Geda

La casa dell’attesa

Editori Laterza 2025

«A Chiulo vedrai, a Chiulo non c’è niente. Niente in che senso? Niente, hanno detto. Ma fai attenzione perché

potresti comunque trovare tutto. Tutto cosa? Ciò che stai cercando. E cosa sto cercando? Hanno sorriso.

Se ancora non lo sai, lo scoprirai arrivato a Chiulo».

Il nuovo e intenso reportage narrativo dell’autore di Nel mare ci sono i coccodrilli.

Al centro di questo libro c’è una immagine: la casa dell’attesa, quella accanto all’ospedale rurale di Chiulo. Siamo in Angola, sugli altopiani al confine con la Namibia, luogo in cui le donne della provincia vanno a vivere in comunità prima del parto per proteggere sé stesse e i loro figli dagli imprevisti dell’ultimo mese di gravidanza. Fabio Geda racconta il lavoro di un gruppo di medici italiani e le storie di donne e uomini angolani il cui destino è stato trasformato dall’incontro con quei medici e con l’organizzazione cui appartengono, Medici con l’Africa Cuamm. Ma non c’è solo la casa dell’attesa: ci sono le strade di Luanda, la capitale, abitata da oltre dieci milioni di persone, strade piene di giovani che attendono di rendere qualsiasi cosa. C’è la bellezza di un ambiente naturale mozzafiato, abitato da popolazioni che lottano con la siccità e la malnutrizione. C’è il ricordo dei ventisette anni di guerra civile. Ci sono figure straordinarie, a partire da quella di Agostinho Neto, medico, poeta e padre della patria. Alla fine della lettura, ecco che l’immagine dell’attesa diventa universale. Perché questo nostro pianeta assomiglia a una gigantesca casa dell’attesa – in portoghese: casa d’espera – dove a dare alla luce il futuro, o anche solo la giornata, fatichiamo tutti. Ma tutti continuiamo a sperare.

Fabio Geda è uno scrittore, autore del best seller Nel mare ci sono i coccodrilli (Baldini +

Castoldi 2010). Gli altri suoi romanzi, tra cui Anime scalze (2017), Una domenica (2019) e

La scomparsa delle farfalle (2023), sono pubblicati da Einaudi.

Pasqua con l’Africa

Padova, 27 febbraio 2026 – Si può scegliere la solidarietà anche a Pasqua. Medici con l’Africa Cuamm propone, disponibile fin da ora, la linea “Pasqua con l’Africa” per dare un aiuto concreto e un sostegno ai progetti e all’intervento per la salute degli ultimi, in Africa.

Le colombe classiche artigianali con canditi e glassa alle mandorle, da 750 gr, sono un prodotto di Loison Pasticceri dal 1938 e sono il frutto di una lavorazione attenta, di ingredienti selezionati e di oltre 80 anni di passione per l’arte dolciaria italiana. Confezionate in colorate scatole, che ricordano la texture dei tessuti africani, porteranno sulle nostre tavole dolcezza e qualità. Si rinnova così la collaborazione con Loison Pasticceri, laboratorio di Costabissara in provincia di Vicenza che da diversi anni sostiene il Cuamm sia in occasione del Natale, con i panettoni e i pandori, che in altri momenti, come l’Annual meeting.

Non mancano le uova di Pasqua, al cioccolato fondente e al latte, prodotte da Icam Cioccolato, storica realtà di Lecco e confezionate nelle coloratissime stoffe africane, che rimangono come ricordo e possono essere utilizzate come tovagliette.

A completare le proposte, i biglietti, sia cartacei che digitali, per degli auguri di Pasqua originali.

«Il nostro grazie, come Cuamm, va ai tanti compagni di viaggio che ci aiutano ad avvicinare l’Italia all’Africa e a quanti ci sostengono scegliendo la solidarietà e il bene, anche degli ultimi – spiega Tommaso Giacomin, referente delle proposte solidali del Cuamm –. In occasione della Pasqua, ci affiancano due realtà italiane di lunga storia e tradizione: Loison Pasticceri, con cui già collaboriamo da alcuni anni e Icam Cioccolato. Sono due aziende radicate nel nostro paese, garanzia di qualità per i loro prodotti, ma che sanno guardare lontano e sono attente alla solidarietà e al rispetto dell’altro».

La prevenzione diventa “immersiva”

Venezia, 06/02/2026 – Inaugurato questa mattina a Venezia, il Laboratorio immersivo della prevenzione che propone un’esperienza visiva e sensoriale che traduce in emozione il percorso del “prendersi cura della propria salute”. L’installazione che vede la collaborazione tra Regione del Veneto – Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria, Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Ulss 1, Ulss 3 e Ulss 9 e Medici con l’Africa Cuamm, rimarrà a Venezia fino all’11 febbraio per poi proseguire il suo viaggio facendo tappa a Belluno (dal 13 al 19 febbraio presso il Parco Città di Bologna) e a Verona, (dal 20 al 25 febbraio, in piazza Cittadella).

Muoviti. Respira. Vivi” è lo slogan proposto che invita a riflettere su stili e atteggiamenti di vita corretti.

«Questa proposta realizzata insieme al Dipartimento di Prevenzione della Regione Veneto, in occasione delle Olimpiadi, ci aiuta a riflettere su uno stile di vita sano, a partire dallo slogan: “Muoviti, respira, vivi” – ha detto don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm –. Il movimento fisico è indispensabile per prevenire, per esempio, malattie cardiovascolari, ma per noi come Cuamm, significa anche uscire da sé stessi e andare verso l’altro, verso il più povero in Africa. Oggi abbiamo bisogno più che mai di questo e le Olimpiadi sono un’occasione anche per collaborare e vivere in pace con tutti, come ci ha ricordato il Presidente Mattarella ieri, in occasione della cena di benvenuto. L’incontro, il dialogo, l’accoglienza dell’altro determinano un futuro di pace, che è quello che dobbiamo costruire qui e anche in Africa».

L’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, ha spiegato: «Come ci insegna l’Oms la prevenzione diventa fondamentale per un successful aging: dobbiamo anticipare le fragilità di una società che è sempre più anziana proprio con la prevenzione e questo ha un impatto grandissimo sulla sostenibilità di sistema».

«Come Direzione Prevenzione della Regione Veneto, il nostro è un compito di sensibilizzazione e vogliamo approfittare di tutte le occasioni che mettono insieme le persone per consolidare abitudini corrette che ci permettono di vivere bene, in salute e più a lungo. Il laboratorio immersivo è una proposta innovativa e originale per incentivare i stili di vita sani e raggiungere la popolazione», ha detto Francesca Russo, direttore della Direzione Sicurezza Alimentare, Veterinaria.

L’esperienza immersiva, raccogliendo i temi e i valori dello spirito olimpico, crea un ponte operativo e narrativo tra container olimpico e il nuovo Treno della Salute, che sarà attivo tra fine aprile-maggio 2026. Il percorso esperienziale all’interno del container si muove da una condizione di buio, inteso come non conoscenza dell’importanza della prevenzione, verso una zona luminosa e colorata, quindi verso la consapevolezza. Saranno presenti degli operatori sanitari pronti a fornire informazioni sui sani stili di vita e consegneranno una serie di depliant informativi e gadget a rinforzo dei messaggi di prevenzione, con l’obiettivo di favorire comportamenti salutari nella popolazione. E ad arricchire la proposta, alcune immagini video coinvolgenti accompagneranno le persone a conoscere il lavoro di Medici con l’Africa Cuamm, in un movimento non solo del corpo, ma anche del cuore e della mente, verso l’altro e il più povero.

25 anni di cure e formazione a Wolisso

Compiono 25 anni l’ospedale San Luca di Wolisso, in Etiopia e l’annessa Scuola di formazione in infermieristica e ostetricia. Un’ampia struttura della Chiesa Cattolica Etiope, costruita da Medici con l’Africa Cuamm principalmente grazie ai fondi della Conferenza Episcopale Italiana quale segno di solidarietà del Giubileo del 2000, e grazie a tanti altri piccoli e grandi donatori. Una collaborazione destinata a trasformare in profondità l’accesso alla salute nella South West Shoa Zone, una regione di circa 1.240.000 abitanti.

Un quarto di secolo dedicato alle cure dei più fragili e alla formazione di giovani professionisti sanitari grazie anche al costante supporto di Medici con l’Africa Cuamm che dal 2000 ne ha sempre sostenuto l’operato attraverso l’invio di medici strutturati e di giovani specializzandi oltre che con un costante supporto finanziario. Oggi l’ospedale San Luca conta 163 posti letto, un pronto soccorso, reparti medici e chirurgici e una maternità da oltre 3.000 parti l’anno. Negli ultimi 25 anni, l’ospedale ha registrato: 250.000 ammissioni, 1.600.000 visite ambulatoriali, 70.000 parti, 160.000 visite prenatali, 255.000 vaccinazioni e 67.000 interventi chirurgici maggiori.

Fondamentale è anche il ruolo della scuola di infermieristica e ostetricia dove in media, ogni anno, si qualificano 30 giovani anche grazie alle borse di studio sostenute dal Cuamm. Ad oggi, oltre 906 professionisti si sono diplomati.

A 25 anni di distanza, nell’anno giubilare, Medici con l’Africa Cuamm celebra questo traguardo con una cerimonia commemorativa a cui hanno preso parte, tra gli altri: Mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi – Segretario Generale della Cei, Abune Lukas Teshome Fikre – vescovo di Embeder, don Dante Carraro – Direttore Generale di Medici con l’Africa Cuamm oltre ad una delegazione del Ministero della Salute Etiope e le autorità sanitarie della regione Oromia.

«Siamo felici di celebrare oggi i 25 anni dell’Ospedale San Luca, un traguardo reso possibile dalla comunità, dalla Chiesa e dalla generosità di molti sostenitori. Festeggiamo, ma soprattutto rinnoviamo il nostro impegno a servire le persone più fragili, in particolare madri e neonati, per ridurre ancora la mortalità materna e infantile.» ha affermato don Dante Carraro durante la cerimonia.

La costruzione, voluta, a suo tempo, dall’Ufficio per la prevenzione e la gestione delle emergenze dell’Oromia, dall’Ufficio Sanitario dell’Oromia e dalla Chiesa Cattolica Etiope, rappresentava una risposta concreta a un bisogno reale: in una fascia di territorio lunga 350 km tra Addis Abeba e Jimma non esistevano ospedali né scuole di formazione sanitaria. Il progetto era ambizioso: per la prima volta, invitava le autorità locali a considerare un accordo di partenariato pubblico-privato, senza scopo di lucro, con la Chiesa Cattolica Etiope. Inoltre, la “geografia religiosa” dell’Etiopia rendeva l’ospedale un punto di crescita ecumenica, dove imparare ad esercitare dialogo, rispetto, pazienza e confronto per il bene comune.

«Questo ospedale è come la vita – ha detto Mons. Baturi nel suo discorso.- l’abbiamo aiutato a nascere e ora vogliamo continuare a farlo crescere. Ringraziamo tutte le persone impegnate nella sua gestione. La fede ci chiama a condividere la carità con la comunità, costruendo un mondo nuovo, dove i bambini possano nascere in sicurezza e donne e giovani crescere in salute.»

Fin dai primi anni, l’ospedale ha offerto servizi di salute materno-infantile e ha promosso gradualmente la medicina di comunità in tutto il distretto di Wolisso. Nel 2008, per rafforzare le cure primarie e integrare i servizi territoriali con quelli ospedalieri, il Cuamm ha dato il via anche a interventi di salute pubblica a supporto di 20 centri sanitari in quattro distretti: Wolisso Rural, Wolisso Town, Goro e Wonchi. Negli anni successivi, ha esteso il sostegno anche ai distretti di Bacho, Amaya, Sadan Soddo e Tole, inclusi gli ospedali di Tullu Bollo e Amaya.

«Il San Luca continuerà a radicarsi nel sistema sanitario garantendo assistenza alle persone più bisognose in un clima di pace, giustizia e speranza. L’aggiornamento della scuola migliorerà la qualità e le competenze degli studenti, offrendo scambi professionali in Etiopia e all’estero. Puntiamo a qualità, equità e finanziamento della salute per arrivare alla copertura sanitaria universale. Il futuro sarà il “nuovo volto” dell’ospedale: i prossimi 25 anni iniziano oggi!» ha affermato Abune Lukas Teshome Fikre.

Oggi l’impegno del Cuamm si concentra sia in ospedale che nel territorio garantendo interventi di salute materno-neonatale, prevenzione e cura delle malattie infettive, screening per malnutrizione e attività comunitarie come le dimostrazioni culinarie, per promuovere interazioni sociali e una corretta alimentazione basata su prodotti locali. Tra i le iniziative più significative del Cuamm anche lo scambio Italia-Etiopia con studenti e specializzandi. Un’iniziativa che ha coinvolto 342 studenti del Sism dal 2002 ad oggi e 86 specializzandi con il progetto Jpo, dal 2005 al 2025.

Skill Lab, dai contenuti alle abilità

Padova, 12 maggio 2025 – Prende il via a Beira in Mozambico un nuovo importante intervento che ha l’obiettivo di migliorare la formazione e le competenze degli studenti di Medicina dell’Università cattolica che il Cuamm supporta dal 2007.

Grazie al sostegno della Fondazione Cariparo a cui si affianca quello dell’Associazione Amici dell’Università di Padova e di Confindustria Veneto Est, attraverso lo speciale coinvolgimento del prof. Emerito in Chirurgia dell’Università di Padova e volontario del Cuamm Stefano Merigliano, Medici con l’Africa Cuamm potrà aumentare la qualità della proposta formativa e delle metodologie didattiche per gli studenti di Medicina.

Il progetto, che ha durata di 3 anni, prevede la realizzazione di nuovo laboratorio di informatica dotato di attrezzature all’avanguardia (4 aule, di livelli diversi, con ciascuna 15 tablet) e di uno Skill-Lab, ovvero un laboratorio di anatomia virtuale che, attraverso un programma già testato e accessibile da qualsiasi supporto, permetterà agli studenti di imparare e studiare l’anatomia con pratiche immersive e innovative. Sarà inoltre attivata una piattaforma software da dove si potrà accedere a tutto il materiale didattico, alle lezioni, agli approfondimenti forniti dalla scuola di Medicina dell’Università di Padova. E in parallelo sarà garantita la formazione dei tutor e degli insegnanti locali per l’utilizzo corretto della piattaforma e degli strumenti predisposti.

Il quadro si completerà con un Master biennale basato sulle metodologie di “Teaching for learning” dell’Università di Padova con lezioni in presenza e materiali disponibili online.

L’intervento, pensato e costruito dopo un’attenta analisi della realtà, in stretta collaborazione con l’Università locale, mira a colmare una carenza di spazi, di personale e di materiali adeguati per la formazione clinica dei nuovi medici, problema particolarmente acuto in contesti con risorse limitate come il Mozambico. Tutte le attività del progetto saranno valutate e analizzate con missioni di monitoraggio lungo tutta la durata dei tre anni.

«Si tratta di un intervento nuovo e molto importante per il Cuamm – afferma don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm –. Siamo convinti che i giovani mozambicani abbiano diritto ad avere tutti gli strumenti più all’avanguardia per diventare bravi medici per il loro paese e per le loro comunità. Il nostro grazie va ai tanti compagni di viaggio che ci affiancano in questo nuovo progetto: alla Fondazione Cariparo per il sostegno; al prof. Merigliano, che è diventato uno dei nostri “volontari”, e all’Università di Padova che offriranno il know-how per far funzionare questo laboratorio e per insegnare agli studenti attraverso queste tecniche innovative, all’Associazione Amici dell’Università di Padova e a Confindustria Veneto Est per il prezioso appoggio garantito. Un modo concreto e misurabile per esportare competenza, professionalità, sapere ed esperienza in un paese che ne ha davvero bisogno per costruire il proprio futuro».

«Fondazione Cariparo sostiene da sempre la missione e l’operato del Cuamm, talvolta anche unendo le proprie forze a quelle di altre fondazioni di origine bancaria, per assicurarle il massimo supporto possibile. Questo progetto si contraddistingue per la sua carica innovativa, che consentirà, grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate, a giovani aspiranti medici mozambicani di apprendere le competenze che l’esercizio della professione medica richiede, per poi mettersi al servizio del proprio paese. Un’operazione resa ancora più gratificante dall’opportunità di operare al fianco di partner tanto prestigiosi quanto attenti», sottolinea Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo.

«Da oltre trent’anni siamo a fianco dell’Ateneo per promuovere e sostenere la valorizzazione delle eccellenze del suo patrimonio culturale – afferma Enrico Del Sole, presidente dell’Associazione degli Amici dell’Università di Padova – con questo progetto abbiamo voluto mettere in “rete” le competenze e le esperienze della Scuola di Medicina dell’Università di Padova ed intervenire, grazie all’impegno del Cuamm e la sinergia con tutti gli enti coinvolti, sulla qualità della formazione degli studenti e delle studentesse della scuola medica di Beira».

«Confindustria Veneto Est è vicina a Cuamm Medici con l’Africa e ne apprezza e condivide da tempo valori e progetti. Ricordo ad esempio l’iniziativa comune per promuovere la vaccinazione anti-Covid in occasione della recente pandemia. Questo nuovo intervento, particolarmente innovativo, che ci vede insieme va nella direzione di un potenziamento didattico per rafforzare l’infrastruttura sanitaria, che è premessa fondamentale di ogni successivo sviluppo sociale ed economico. Come Confindustria Veneto Est abbiamo, inoltre, recentemente avviato il finanziamento di una borsa di studio per accompagnare il percorso formativo di una studentessa di medicina dell’Università di Beira, per offrire anche un messaggio di fiducia destinato in modo particolare alle ragazze per sostenerne la crescita e l’emancipazione in un paese, e in un continente, dall’alto potenziale e con il quale contiamo di collaborare in modo sempre più intenso e reciprocamente proficuo», così Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est.

 

Italia-Costa d’Avorio presentati due nuovi interventi

Prende il via ad Abidjan, in Costa d’Avorio, un nuovo grande impegno per la salute di mamme e bambini. Venerdì 9 maggio, presso il Municipio di Abobo, si è tenuta la cerimonia di presentazione ufficiale di due importanti progetti realizzati dall’Università di Padova e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in partenariato con Medici con l’Africa Cuamm, grazie al sostegno della Cooperazione italiana, nella cornice del Piano Mattei.

All’evento è intervenuto il Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo, Stefano Gatti, in visita ad Abidjan alla guida di una delegazione del sistema italiano di cooperazione. Con loro le autorità ivoriane, il Ministro della salute della Costa d’Avorio Pierre N’gou Dimba e Madame Kandia Camara, sindaca di Abobo e presidente del Senato, nonché i partner di progetto, dott.ssa Annamaria Merola e dott.ssa Francesca Priolo in rappresentanza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e don Dante Carraro direttore di Medici con l’Africa Cuamm.

I progetti, realizzati in stretta collaborazione con le autorità sanitarie ivoriane, si concentrano su due assi principali.

Un primo intervento interessa la profonda riqualificazione del Centro Ospedaliero Regionale Félix Houphouët-Boigny di Abobo e il potenziamento delle Strutture Sanitarie Urbane a base Comunitaria (FSUCom) di Abobo Avocatier e Abobo Baoulé. Con una popolazione stimata di circa 750.000 abitanti, Abobo Est rappresenta un contesto urbano in rapida espansione. Il Centro Ospedaliero Regionale Félix Houphouët-Boigny che nel solo 2024 ha registrato 8.000 parti, si trova a dover rispondere a una domanda crescente di servizi, in una situazione di pesante sovraffollamento. Da qui, la necessità di un notevole intervento infrastrutturale per l’ampliamento della capacità recettiva, con il potenziamento delle unità di maternità e di neonatologia e l’introduzione di servizi di supporto come la banca del sangue e il centro per l’ossigeno.

In parallelo, un secondo intervento prevede il rafforzamento del supporto tecnico e funzionale a 30 strutture sanitarie confessionali appartenenti all’Unione dei Religiosi per la Salute e il Sociale in Costa d’Avorio (Urssci) con l’obiettivo di migliorarne l’integrazione nel sistema sanitario nazionale. Tra le attività programmate: il rafforzamento delle competenze gestionali e cliniche; la promozione di meccanismi di coordinamento e integrazione con il sistema sanitario nazionale; la fornitura di attrezzature sanitarie; il miglioramento infrastrutturale e la creazione di sistemi di riferimento.

Ad integrazione di queste, attività trasversali di salute comunitaria, formazione e ricerca saranno poi realizzate grazie al coinvolgimento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Università di Padova.

«Questo progetto è per voi, per la comunità ma è anche per noi, perché nasce da un partenariato autentico, fatto di persone, di organizzazioni, di impegno reciproco. Questa è l’essenza di questo modello di cooperazione. Le iniziative presentate oggi sono uno straordinario esempio di questo approccio in un paese che dal 2024 è diventato prioritario per il Piano Mattei, a dimostrazione dell’importanza strategica che la Costa d’Avorio ricopre per lo sviluppo dell’intera regione» ha dichiarato Stefano Gatti, Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo.

 

Più tardi, la parola a don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm che dopo aver rivolto i ringraziamenti al Ministro della Salute Dimba, all’ambasciatore Luzzi, al capodelegazione Gatti e all’intera comunità di Abobo, si è rivolto a tutti i presenti dicendo:

«Oggi siamo qui non per fare cerimonie ma per rinnovare il nostro impegno. Abbiamo un unico, ostinato obiettivo: vogliamo che nessuna mamma muoia più di parto, che nessun neonato muoia nel suo primo mese di vita. Sappiamo che non possiamo salvare il mondo ma siamo determinati nel fare la nostra parte, questo è il nostro impegno e oggi siamo qui a ribadirlo».

« Investendo nella salute di Abobo, investiamo nel cuore vivo di Abidjan, e attraverso Abidjan favoriamo lo sviluppo di tutta la Costa d’Avorio. Oggi, insieme, costruiamo le fondamenta di una società più giusta, equa e solidale» ha detto S.E. Arturo Luzzi, Ambasciatore d’Italia in Costa d’Avorio.

Poi, la parola alle Università.

«Fin dalla sua fondazione l’Università Cattolica ha avuto particolare attenzione alla formazione dei medici ai valori di solidarietà, ascolto, accoglienza che sono alla base della cura del fratello, soprattutto del più debole e del più sofferente. É una missione affascinante che impegna tutta la persona. É con questo atteggiamento che ci accingiamo a cominciare il progetto» Prof.ssa Annamaria Merola, Università Cattolica del Sacro Cuore.

«Siamo convinti che la qualità delle cure ostetrico-neonatali passi da un partenariato autentico, fondato su una conoscenza profonda del contesto locale, sull’ascolto dei bisogni e sulla co-progettazione di interventi innovativi, sostenibili e misurabili. L’integrazione tra cura del dato, formazione e innovazione clinica è il contributo distintivo che il nostro Dipartimento è orgoglioso di offrire al progetto» le parole che il Prof. Eugenio Baraldi, Direttore Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino-Università di Padova ha affidato ad un messaggio, non potendo essere presente.

A concludere l’incontro, il Ministro della Salute ivoriano, Pierre N’gou Dimba che ha chiosato:

«L’area urbana di Abobo rappresenta in modo emblematico tutte le sfide sanitarie che il nostro sistema affronta oggi. Con questo progetto intendiamo migliorare in modo strutturale e duraturo le condizioni di salute della popolazione ma non si tratta solo di infrastrutture: si tratta di investire nella salute, nella dignità e nel futuro delle nostre comunità. Si tratta di un progetto strategico, perché risponde ai bisogni reali di chi, ogni giorno, cerca cure e servizi in condizioni difficili. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine per questo spirito di collaborazione. La professionalità, l’entusiasmo e la dedizione che ho visto da parte di tutti i partner coinvolti mi riempiono di orgoglio».

Le iniziative, volte a rafforzare i servizi sanitari nel Paese e a migliorare l’accesso alle cure per la popolazione, si inseriscono nel quadro del Piano Mattei, lanciato dal Presidente del Consiglio in occasione del Vertice Italia-Africa del gennaio 2024.

In Veneto giornate di screening over 60

Prende il via venerdì 28 febbraio, una nuova proposta che Medici con l’Africa Cuamm rivolge alla popolazione più anziana e fino a tutto il mese di maggio, toccherà diverse località del Veneto.

Un’iniziativa concreta e mirata, realizzata grazie al contributo del Fondo carta etica UniCredit e al coinvolgimento di tanti volontari Cuamm, sanitari e non, che si sono messi a disposizione e, infine, grazie alla collaborazione con diverse associazioni, realtà ed enti locali. L’obiettivo è quello di avvicinare circa 1.000 anziani nei luoghi a loro più familiari e più facili da raggiungere, per controllare il loro stato di salute e diffondere buone pratiche per una vita sana.

La proposta, alla sua prima edizione, nasce in continuità con il Treno della Salute che Medici con l’Africa Cuamm, da diversi anni, propone nel mese di ottobre in tutto il territorio regionale, grazie al contributo della Regione del Veneto.

Ogni tappa permetterà di offrire screening gratuiti agli anziani, anche con test dell’udito, e sensibilizzare sulla prevenzione e sull’accesso ai servizi di base. Infine, sarà anche un modo per diffondere la consapevolezza sul tema della salute globale, così caro a Medici con l’Africa Cuamm e importante per ciascuno.

Attivando diverse realtà quali Auser, Acli e Confartigianato, e con la collaborazione degli enti locali, di volta in volta saranno allestiti degli ambulatori dove dei medici valuteranno lo stile di vita ed effettueranno screening quali la misurazione di glicemia, della pressione arteriosa, del peso, dell’altezza, dell’indice di massa corporea e, in caso di necessità, sarà effettuato un elettrocardiogramma (ECG).
Bastia di Rovolon, Cervarese Santa Croce, Vo, Saccolongo, Teolo, Veggiano, Cittadella, Boara Pisani, Agna, Terrassa Padovana: sono solo alcuni dei Comuni coinvolti e delle tappe in programma.

Questa iniziativa è realizzata da Medici con l’Africa Cuamm con il contributo del Fondo Carta etica UniCredit, in collaborazione con Fap-Acli, Amici del cuore di Motta di Livenza, Auser, Deltavox Srl-Soluzioni per udire, Medici in strada, SISM, Scuole di Infermieristica della Regione Veneto, Zulu Medical srl.

Un’attivazione speciale è quella del Gruppo Cuamm Padova Colli che mette a disposizione la propria sede per alcune tappe degli screening.

Gli ambulatori offriranno i loro servizi dalle 9 alle 13.30 e dalle 14 alle 18.

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